Aser denuncia violenze a giornalisti e cameraman a Bologna

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Ancora violenze ai danni dei giornalisti: stavolta a Bologna dove, durante le proteste per la morte del 42enne marocchino Abderrahim Fakir sono stati aggrediti cameramen e cronisti. A darne notizia è stata l’Assostampa Emilia Romagna. Che ha dato notizia di incidenti e aggressioni in quella che è stata una giornata di assoluta follia in una delle città più importanti d’Italia.

“A margine del dramma accaduto a Bologna, nel quartiere Pilastro, dove un uomo di 42 anni è morto mentre era a terra ammanettato durante un controllo della polizia, chiamata dai residenti, si segnala”, si legge nel comunicato dell’Aser, “che un operatore dell’emittente Trc Bologna, il quale aveva appena ripreso le proteste di alcune persone attorno a una volante, è stato circondato da facinorosi che gli hanno chiesto di cancellare le immagini appena girate”. L’operatore si è rifiutato ma ha dovuto arrendersi di fronte alla forza bruta. “Di fronte al rifiuto, una decina di loro gli ha strappato la telecamera, che è stata restituita solo una decina di minuti dopo, danneggiata e priva delle schede di memoria”.

Finita qui? No, perché Aser ha denunciato che “un collega collaboratore dell’Espresso che, pur qualificandosi come giornalista, non è stato risparmiato dalle manganellate delle forze dell’ordine durante la manifestazione di lunedì organizzata in seguito alla morte dei Abderrahim Fakir”. Per l’Assostampa, che ha ribadito la sua vicinanza al giornalista, “non è accettabile che chi svolge il proprio lavoro, la cui importanza è riconosciuta dalla Costituzione, debba essere aggredito o preso a manganellate”.

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