Ascolti Rai, l’opposizione scatena la polemica in Commissione

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Gli ascolti della Rai, che sarebbero in calo rispetto al massimo competitor, cioè Mediaset, preoccupano e non poco l’opposizione. Che prende la palla al balzo per innescare una nuova polemica contro il governo. In commissione vigilanza Rai esplode la rabbia del centrosinistra che lancia accuse all’indirizzo di Palazzo Chigi, sulla scorta dei dati che non darebbero viale Mazzini proprio in testa alle preferenze televisive degli italiani. A dare il calcio d’inizio alla nuova polemica sono stati i parlamentari di fede dem che hanno licenziato una durissima nota contro il centrodestra. Prendendo, inoltre, il destro di un’altra polemica legata al taglio del canone. “Gli ascolti della Rai vanno male. Il canone viene tagliato e, di conseguenza, le risorse diminuiscono. L’indebitamento aumenta e non si vede all’orizzonte alcuna diminuzione degli sprechi. La situazione del servizio pubblico radiotelevisivo è dunque grave e la risposta che giunge dall’azienda non solo non ci convince, ma rende la vicenda ancor più buia poiché i vertici Rai sembrano voler mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi”. Pertanto, la delegazione Pd chiede con veemenza “l’immediata convocazione in commissione di Vigilanza dei dirigenti Rai, vengano a riferire al più presto dimostrando così di tenere al bene e al futuro del servizio pubblico”.

Il M5s non si lascia scappare l’occasione per dirsi preoccupato della situazione. Sono lontani, lontanissimi, i tempi in cui l’ex Elevato Beppe Grillo chiedeva ai suoi sostenitori di disdire il canone Rai dando loro accuratissime istruzioni per affamare viale Mazzini. No, adesso che c’è la Ragione di Stato pure i pentastellati si riscoprono paludati come forse mai prima. “La situazione della Rai è chiaramente sotto la lente d’ingrandimento della commissione di Vigilanza sotto diversi aspetti e come Movimento 5 stelle da tempo abbiamo manifestato una serie di preoccupazioni”, spiegano in una nota gli esponenti del partito caro a Giuseppe Conte: “La questione canone, il prossimo piano industriale, il nodo risorse. Sono tutti temi fondamentali, accanto a quelli che riguardano la disaffezione del pubblico e il calo degli ascolti. È giusto ed è opportuno confrontarsi con i vertici dell’azienda non solo in questo frangente, ma periodicamente, come d’altronde la presidente Floridia ha programmato sin dal suo insediamento”. Ma c’è un raggio di speranza per i M5s: “Ci rassicura il fatto che l’audizione dei vertici dell’azienda di fatto sia già programmata per la prima data utile dopo le audizioni già previste per la prossima settimana”.

Parole dure, insieme a un attacco frontale al governo, sono arrivate anche dalla sinistra di Avs. Peppe De Cristofaro, capogruppo del Misto al Senato, tuona: “La Rai della destra è un flop totale. Un vero e proprio fallimento con ascolti in picchiata, trasmissioni viste da poche centinaia di migliaia di italiani, e le scelta adottate per sostituire i tanti addii totalmente fallimentari. I nuovi vertici Rai hanno trasformato l’azienda in un carrozzone lottizzato dai partiti della maggioranza. Che agli italiani piace poco, visto i dati. Mentre la maggioranza per tutta risposta taglia 400 milioni di euro dal canone. Una scelta grave che indebolisce ulteriormente il servizio pubblico già in difficoltà per la forte competizione di Mediaset. La commissione di Vigilanza Rai deve svolgere un ruolo più incisivo e convocare i nuovi vertici Rai in audizione a riferire sulla situazione. È necessaria una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti, perché la situazione rischia di peggiorare”.

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