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In arrivo una delibera Agcom sui servizi premium indesiderati

L’Agcom è sempre più attiva nella lotta ai servizi premium indesiderati. “La Repubblica” ha anticipato i contenuti di una delibera in cui l’Autorità si concentra sul problema delle truffe causate dall’attivazione di servizi a sovrapprezzo non richiesti dai clienti.   La dinamica standard è la seguente: l’utente, navigando in Internet o utilizzando applicazioni, clicca su banner pubblicitari che attivano con omissione di preavviso il servizio a sovrapprezzo. I contenuti premium, giochi, suonerie e quant’altro, sono gestiti da società terze. Tutto questo, secondo associazioni di consumatori, avviene perché gli operatori facilitano i raggiri da parte delle società terze per condividere i soldi sborsati dagli utenti.  Sul tema è intervenuta anche l’Antitrust, che ha comminato una maxi-multa ai principali operatori della telefonia. 1 ,75 milioni di euro per Telecom e H3G, 800.000 euro a carico di Vodafone e Wind. Tale è l’entità delle sanzioni che gli operatori dovranno pagare per pratiche commerciali scorrette.

Ora tocca all’Agcom, che ha deciso di impostare la propria linea d’azione su tre direttrici. Innanzitutto l’Autorità è intenzionata ad inserire la digitazione del numero in tempo reale come condizione per l’attivazione degli addebiti. In tal modo si rende necessario il consenso del cliente, che nella prassi troppo spesso è ininfluente. Un’altra misura, già resa nota negli scorsi giorni, è il restyling della bolletta telefonica. In questo modo l’Autorità si concentra   sullo spinoso tema della velocità delle connessioni. Spesso i messaggi pubblicitari divergono dalle prestazioni realmente assicurate dagli operatori. Ora questi ultimi dovranno inserire tassativamente la velocità minima raggiunta nel bimestre precedente all’invio della fattura. Inoltre si avrà  la trasformazione del codice di migrazione in codice di trasferimento. Il codice di migrazione è necessario per la portabilità del numero del cliente. Il cambio di dizione serve principalmente a rendere questo strumento più conoscibile agli utenti intenzionati a cambiare operatore. Infine il Garante punta ad accelerare le procedure di rimborso per le spese non richieste. In questo modo l’Autorità vuole assottigliare il volume delle cause riguardanti addebiti indesiderati.

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