Apple sfida Bruxelles e lo fa chiedendo, con tutti i crismi dell’ufficialità, di abrogare il Dma, ossia il regolamento sui mercati digitali. Avere dalla propria parte un mastino come Donald Trump, e l’aver contestualmente verificato la debolezza dell’Ue, rende gli Over the Top ancora più “sfacciati” che mai: “Il Dma – hanno scritto i legali di Apple – dovrebbe essere abrogato e al contempo verrà adottato uno strumento legislativo più appropriato allo scopo”. Se Apple s’è mossa in una maniera tanto vistosa è perché ha fiutato il clima politico ed economico. Cupertino sa che adesso con Donald Trump alla Casa Bianca, può permettersi il lusso di dire all’Ue cosa dovrebbe o non dovrebbe fare. Le richieste da Apple arrivano in un momento delicatissimo in cui Bruxelles tenta di resistere mentre per gli americani sembra questione di poco per scardinare anche l’ultima ridotta di resistenza.
Il guaio, però, è che i regolamenti dovevano servire a scardinare gli abusi di posizione dominante che si sono creati sul mercato dominato, letteralmente, da pochissime major che, nel corso degli anni, sono diventate così grandi da meritarsi l’acronimo di Ott, Over the Top. Apple, in pratica, chiede all’Ue di lasciar fare a loro e di non intromettersi. E, se del caso, di proporre regolamenti più consoni al mercato. Ossia agli interessi degli Ott. Considerando che tutto si muove sul web e che Bruxelles non ha dimostrato chissà che forza nei negoziati sui dazi, è un bel problema. Per tutti.
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