Editoria

Apple investe americano: via all’accordo sui chip made in Usa

Apple investe americano. C’è l’intesa per la produzione negli Usa di chip e componenti. L’azienda prosegue nel reshoring delle sue attività e piazza un colpo importante in vista dell’autonomia e della filiera produttiva interna. L’obiettivo è non rimanere mai più senza chip. E la scelta dell’azienda fondata da Steve Jobs è quella di credere nella manifattura Usa e nei patti strategici con partner americani.

L’alleanza tra Apple e Boardcom è stata ufficializzata da una nota firmata dal Ceo Tim Cook. “Siamo entusiasti di prendere impegni che sfruttano l’ingegnosità, la creatività e lo spirito innovativo della produzione americana”, ha spiegato in una frase che approva e benedice il nuovo corso Usa, legato al reshoring dei migliori brand tecnologici: “Tutti i prodotti Apple dipendono dalla tecnologia progettata e costruita qui negli Stati Uniti e continueremo ad approfondire i nostri investimenti nell’economia statunitense perché abbiamo una fede incrollabile nel futuro dell’America”.

L’intesa riguarda la produzione di componenti 5G per gli Iphone che verranno prodotti dall’azienda Boardcom nei suoi stabilimenti in Colorado. L’investimento inoltre servirà a incentivare la ricerca sugli hardware e sull’automazione.

Un progetto che nasce da lontano e che mira a consolidare l’avvenire. Apple, infatti, rivendica che l’accordo multimiliardario con Boardcom rientra nel “pacchetto” da 430 miliardi di dollari che l’azienda di Cupertino ha scelto di investire per incentivare l’economia americana, in particolare sulla tecnologia, i fornitori. Il programma di investimento è partito nel 2021, con una durata prevista di cinque anni. Durerà, quindi, fino al 2026. Insomma Cook e soci sono stati i precursori della nuova politica economica e industriale degli Stati Uniti d’America e, per primi, rivendicano d’aver creduto nella necessità di riportare a casa tecnologie, competenze e know how per rafforzare l’economia del Paese e, soprattutto, per proteggere il primato tecnologico e digitale americano nel mondo.

Luca Esposito

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