Apple ha depositato un super-brevetto, composto in effetti da 25 sotto-brevetti, che copre praticamente ogni cosa possibile. Riassumerlo in una tecnologia di input 5D sarebbe riduttivo dato che il brevetto riguarda in effetti la televisione, l’interazione con mondi virtuali, la teleconferenza, le interfacce di input tattili, il force feedback e persino la biometrica. Dovendo necessariamente sintetizzare e dare un senso a questo brevetto, partiamo dall’input 5D che, attraverso appositi sensori (videocamere ambientali, un guanto con sensori e un cappello) consentirà di interagire con dispositivi elettronici facendo a meno della tastiera e di qualunque altro mezzo predefinito, sfruttando potenzialmente ogni superficie e aggiungendo due informazioni all’input tradizionale: modulo e direzione del vettore forza con cui l’utente interagisce con il mezzo.
Si parla inoltre di schermo virtuale “fantasma”: il principio contenuto nel brevetto non si applica infatti solo a interazioni con superfici, ma anche a situazioni in cui l’utente non tocca fisicamente nulla, ma varia qualche tipo di “proprietà” di “qualcosa”, che sia resistenza elettrica, campo magnetico, temperatura, etc. Non vogliamo fare ironia: i brevetti – non solo questo di Apple – sono spesso posti in termini così generici che non è possibile entrare nei dettagli.
Le potenziali applicazioni sono di conseguenza così ampie che la stessa Apple ha dovuto concentrarsi su pochi settori-chiave, tra cui il gaming (riconoscimento posizione e interazione stile Wii/Kinect) e le simulazioni di realtà virtuale. Terreno fertile per nuove, copiose cause legali?
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