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ALLARME MEDIACOOP, SALVARE COOPERATIVE E NON PROFIT

Per salvare l’editoria cooperativa, non profit e di partito è necessario un provvedimento urgente, da inserire in uno dei decreti in trasformazione o nella Finanziaria: è la richiesta avanzata da Mediacoop, Associazione delle Cooperative Editoriali e di Comunicazione, e da Media Non Profit, nel corso dell’Assemblea straordinaria convocata oggi. Mediacoop e Media Non Profit ritengono urgente ristabilire il carattere di diritto soggettivo dei contributi all’editoria: per reperire le risorse necessarie suggeriscono la creazione di un fondo di solidarietà con risorse provenienti dalla pubblicità e da una rimodulazione dell’ aliquota Iva sui prodotti collaterali venduti nelle edicole. La situazione è la conseguenza – secondo Mediacoop e Media Non profit – di quanto disposto dall’articolo 44 del decreto legge Tremonti. Un provvedimento giudicato “esiziale – spiegano – perché sopprime il carattere soggettivo dei contributi diretti all’editoria”. E sbagliato perché “non opera quella riforma dell’intervento pubblico necessaria a garantire un uso corretto delle risorse pubbliche, ma opera tagli indifferenziati”. “Abbiamo apprezzato – afferma Grassucci, presidente di Mediacoop – che nella bozza di regolamento che ci è stata illustrata dal Governo siano stati accolti alcuni nostri suggerimenti”. Ma restano punti “non condivisibili” sui quali Mediacoop e Media Non Profit annunciano emendamenti. In particolare ritengono indispensabile: rivedere i parametri di calcolo dei contributi per i periodici; reintrodurre il vincolo che riservava l’accesso ai contributi alle imprese editoriali la cui raccolta pubblicitaria non superava il 30% dei costi riportati in bilancio; e stabilire infine che il nuovo regolamento non sia retroattivo. Ricardo Franco Levi, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, si dice pessimista e critica la bozza di regolamento messa a punto dal governo per “eccesso di delega”: la delega prevede il riordino e la semplificazione dei soli contributi diretti ma non del credito agevolato e delle tariffe postali. “La legge che ha dato al governo il mandato di scrivere questo regolamento – osserva ancora – ha escluso il parere anche consultivo delle commissioni Parlamentari. E’ stata una gentilezza del governo il ricevervi, ma possono andare avanti senza di voi e senza commissioni e parlamento”. Paolo Serventi Longhi, direttore della Rassegna Sindacale della Cgil, lancia l’idea di una grande mobilitazione: “Siamo vittime di una decisione affidata al governo che potrà decidere quanti e quali soldi dare al settore. E’ un ricatto odioso, un attacco al pluralismo nel momento in cui il mercato della pubblicità è squilibrato a favore delle grandi imprese editoriali. Serve una riforma dell’editoria che però deve essere condivisa. E serve l’iniziativa comune di tutti i giornali a rischio, una grande mobilitazione politica. O ci muoviamo o ci fanno fuori”.

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