”In attesa dell’incontro di conciliazione con le rappresentanze dei giornalisti Rai – si legge in un comunicato del Cdr del Tg2 – la redazione del Tg2 riunita in assemblea dichiara lo stato di agitazione per i ritardi e i tagli con cui l’azienda sta di fatto ostacolando il lavoro della testata e le sue possibilità di rispondere alle esigenze e ai doveri del servizio pubblico.
In un quadro di continuo rinvio della digitalizzazione (avviata da oltre quattro anni), con la mancata ratifica di nomine concordate da tempo, l’unica decisione che questo Cda ha riservato per il nostro giornale sembra essere un ennesimo taglio del budget, già decurtato di 4 milioni di euro in quattro anni. Tagli ancora più inaccettabili perché decretati da un gruppo dirigente scaduto, oltre che responsabile di scelte che hanno portato alla perdita di ascolti e di risorse. Ci uniamo all’appello del segretario dell’Usigrai, Carlo Verna, rivolto al presidente del Consiglio Monti, affinché mantenga l’impegno di riformare la Rai, rendendola compatibile con i parametri europei di indipendenza del servizio pubblico”.
”Questa Rai – prosegue il comunicato – ha già regalato i suoi pezzi migliori alla concorrenza e continua ad appaltare all’esterno trasmissioni e produzioni che si potrebbero fare con risorse interne a costo zero. E’ singolare che una delle più grandi aziende radiotelevisive del mondo si affidi a società esterne proprio per le riprese, rinunciando al patrimonio storico dei suoi tele-cineoperatori. Così come non è accettabile la soppressione o il forte ridimensionamento delle sedi estere di corrispondenza, a danno della completezza e della qualità dell’informazione”.
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