Vittorio Feltri nell’articolo dal titolo «Punito per l’Orgoglio giù il cappello» pubblicato il 2 dicembre 2012 sul Giornale mi attribuisce un comportamento contra legem, allorché scrive: «Quando Renato Farina ebbe una grana per avere collaborato (…) con i servizi segreti, di conseguenza, dovette dimettersi dall’Ordine (…), fui io, dopo essermi consultato con l’allora presidente dei giornalisti lombardi, a chiedere ad Alessandro (Sallusti, ndr) di fargli scrivere degli articoli; non troppi, secondo le raccomandazioni di Franco Abruzzo, il suddetto presidente». I fatti smentiscono in maniera clamorosa Feltri. Sallusti è stato sanzionato nel 2011 dal Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia con due mesi di sospensione per aver consentito di scrivere a Renato Farina 400 articoli dall’ottobre 2006 al dicembre 2008 in contrasto con la delibera dello stesso Consiglio (da me presieduto) che il 29/8/2006 aveva sospeso Farina dall’Albo per 12 mesi, provvedimento poi, nel 2007, trasformato in radiazione dal Consiglio nazionale dell’Ordine. Farina scrisse su Libero il primo articolo da «sospeso» il 15 ottobre 2006 e il giorno successivo il Consiglio (da me presieduto) deliberava di aprire un procedimento disciplinare contro Sallusti (direttore responsabile di Libero) e Farina perché «avevano aggirato la delibera, ridicolizzando il ruolo dell’Ordine professionale avanti alla pubblica opinione». Sostenere il contrario significa fare a pugni con la realtà storica dei fatti che ho documentato puntualmente.
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