A Varese la rivoluzione dell’edicola mobile: “La carta ha un grande futuro”

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A Varese è nata un’iniziativa che rischia seriamente di rivoluzionare, e in senso positivo, il concetto stesso dell’edicola. Dando, attraverso la chiave della creatività e delle idee, nuova linfa a un settore che soffre, ormai da tempo, una crisi pesante.

In Lombardia è nata “L’edicola mobile-cultura in movimento” e già da una settimana c’è un graziosissimo e iconico Ape Car che percorre su e giù le strade del capoluogo varesino per consegnare giornali, “occupare” spazi lasciati vuoti dalla crisi e riportare l’informazione tra i cittadini. Ne abbiamo parlato con Matteo Ferrario, tra gli ideatori del progetto che sta facendo parlare molto di sé anche al di fuori della Lombardia.

 

Cos’è L’Edicola Mobile?

Si tratta, di fatto, di una evoluzione possibile dell’edicola come la conosciamo. Abbiamo voluto chiamarla così perché la sua ragione la trova nell’essere itinerante: con il nostro Ape noi andiamo a coprire tutte quelle zone rimaste “scoperte” dopo la chiusura di tantissimi punti vendita tradizionali. In pratica, portiamo giornali, che siano settimanali, mensili, periodici, quotidiani o fumetti, a quei cittadini che vivono in quelle zone che, per mille ragioni diverse, sono rimaste “prive” di un’edicola ripristinando, così, un servizio pubblico.

 

Dove nasce l’idea?

Durante quest’anno e mezzo di pandemia, e in particolare nel periodo della chiusura totale del lockdown, abbiamo notato una cosa: l’edicola era uno di quei luoghi che aveva riconquistato una centralità. Come punto di riferimento anche sociale, magari come banale “scusa” per poter uscire di casa per qualche minuto. Di sicuro un punto di aggregazione che non può mancare in una comunità. E poi c’è un’altra questione che è emersa proprio in questo periodo ed è quella del “delivery”. Ci stiamo abituando a farci portare tutto sotto casa e abbiamo pensato di farlo anche coi giornali e i prodotti editoriali: il “delivery della notizia”, ci siamo detti: “perché no?”. Tengo molto a sottolineare che gran parte della paternità dell’idea è di Andrea Carbini, nostro consulente e amico, che durante le fasi dure delle chiusure s’è ingegnato a portare giornali, su e giù per la sua città di Milano, riscuotendo consensi e successo.

 

Quale riscontro state sperimentando?

Abbiamo inaugurato la nostra attività sabato scorso in piazza a Varese. Devo dire che abbiamo sollevato la curiosità di tantissimi cittadini. Alcuni di loro ci hanno persino ringraziato per aver “riportato” il giornale dalle loro parti. Un signore, qualche giorno fa, ci ha detto di esserci grati perché, seppur abbonato a un quotidiano locale nell’edizione digitale, è stato felicissimo di poter tornare a sfogliare il “suo” giornale di carta.

 

Ma è vero che il giornale di carta è, ormai, “un prodotto per vecchi”?

Non è affatto così. E la nostra esperienza, finora, ce lo dimostra. Certo, è vero che una grossa fetta di coloro che si avvicinano alla nostra edicola mobile è composta da adulti ma sono tantissimi, in netto aumento, i giovani. La fascia tra i 30 e 40 anni, per esempio, sta ritrovando il gusto di acquistare il giornale approfittando della pausa pranzo quando molte edicole sono chiuse; i più giovani, invece, chiedono prodotti editoriali diversi dai quotidiani ma ci sono e sono in aumento. Insomma, è (anche) una questione di marketing. Bisogna ritrovare i cittadini, andando loro incontro. Purtroppo sono tanti i potenziali clienti che vorrebbero, ogni giorno, andare in edicola e non lo fanno per mancanza di tempo o per difficoltà oggettive legate alla lontananza dai punti vendita. Con l’Edicola mobile stiamo cercando di superare queste difficoltà.

 

La “carta” non è morta, dunque!

Ho 32 anni eppure ne sono assolutamente convinto: la “carta” ha un grande futuro. Ma la sfida sta nel creare un retail dell’informazione, coprire le zone “sguarnite”. Tanti non comprano i giornali perché, semplicemente, non hanno più un posto vicino casa dove farlo. Poi, è vero che ci sono problemi “interni” alla base della crisi dell’editoria. Ma sono convinto che questa dipenda anche da fattori esterni che riguardano, appunto, la rete delle edicole: se queste mancano, dove comprare altrimenti i giornali?

 

Dove vuole arrivare l’Ape delle Notizie?

Il nostro è un progetto sperimentale che a Varese ha ottenuto riscontri molto positivi. Stiamo studiando come allargare il nostro “giro” e andare a offrire più edicole mobili, da Busto Arsizio a Gallarate e nelle valli, tuttora sguarnite di punti vendita di giornali e prodotti editoriali.

Nei giorni scorsi abbiamo aperto le pagine social de L’Edicola Mobile per dare informazioni sui nostri spostamenti e servizi ai cittadini. Tra una settimana circa dovrebbe essere pronto anche un sito internet. Dove gli stessi edicolanti potranno, se vorranno, chiedere lo stesso servizio. Non ci nascondiamo: l’idea potrebbe essere quella di costruire una sorta di franchising in tutta Italia per aiutare chiunque voglia nel suo paese, nella sua comunità, farsi “edicolante mobile”. Noi possiamo  offrire il know how e le competenze necessarie per avviare l’attività su mezzo mobile, che – per dirne una –  impone cose che paiono banali ma che in realtà sono decisive come un’ottima capacità di selezionare prodotti da proporre in vendita ai cittadini a causa anche delle ridotte dimensioni del mezzo. Noi possiamo dare una mano offrendo la nostra consulenza con l’obiettivo di far ritrovare i cittadini e i “loro”, i nostri, giornali.

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