A Napoli apre una nuova libreria ma per il settore è “crisi nera”

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Man Reading Book and Sitting on Bookshelf in Library --- Image by © Royalty-Free/Corbis

Una nuova libreria ha visto la luce, nel fine settimana, a Napoli. Si tratta di “Tamu – Medio Oriente, Nord Africa e altri sud” e si presenta come un punto di riferimento per chi ha a cuore i temi della lotta alla xenofobia e quelli che si associano al tema dei “Sud del mondo”. La libreria deve il suo nome a un personaggio letterario della sociologa marocchina Fatima Mernissi scomparsa nel novembre di tre anni fa.

L’inaugurazione si è tenuta venerdì sera a via Santa Chiara alla presenza dell’economista senegalese Felwine Sarr che ha presentato al pubblico di lettor il suo saggio “Afrotopia”.

L’iniziativa si deve all’idea di due giovani amici 27enni che, da Bologna, hanno scelto di “scendere” fino a Napoli per investire in un settore che, altrove come a Napoli, è in forte crisi.

Lo ha sottolineato quest’ultimo, in una recentissima intervista rilasciata al Mattino, lo storico editore napoletano Tullio Pironti. Nell’analizzare il momento, l’ex pugile ha parlato apertamente di “crisi nera”, di un mercato morente fagocitato dalla grandissima distribuzione (leggi Amazon) che ha messo in ginocchio un settore fondamentale, quello della piccola e media editoria. E così si trasforma il volto stesso di uno dei luoghi più caratteristici di Napoli e Port’Alba, che fu la “Mecca” dei lettori partenopei e campani, crogiuolo di idee e confronto, finirà per diventare l’ennesima, anonima, “via del kebab”.

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