Lmdv punta Seif, offerta da 7,1 milioni per il Fatto Quotidiano

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Leonardo Maria Del Vecchio ha lanciato un’Opa sulla Seif, la società editrice del Fatto Quotidiano. Ma la vera notizia, in queste ore, sta diventando un’altra. L’offerta pubblica di acquisto comporta l’avvio della due diligence, ossia la verifica dei conti della società. E potrebbe essere questo l’obiettivo del giovane Del Vecchio contro cui, ormai da settimane, non si contano gli strali che arrivano proprio dal quotidiano di Travaglio. I soci fondatori, rispetto all’offerta da 7,1 milioni di euro (pari a poco meno di trenta centesimi ad azione), hanno già dichiarato la loro opposizione. Hanno detto che non venderanno. Non lo farà Antonio Padellaro, e neanche Cinzia Monteverdi. Nemmeno Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile. Tutti insieme, i soci fondatori rappresentano “una quota pari alla maggioranza del capitale sociale della Società”.

E mentre i mercati fanno il resto, con le speculazioni che portano al rialzo il valore del titolo Seif, il Consiglio d’amministrazione della società editrice ha già deciso la riunione per ragionare dell’offerta arrivata da Lmdv. Che non sarebbe di certo alla sua prima incursione nel mondo dell’editoria, dopo aver acquisito una quota importante della società editrice de Il Giornale prima e del Quotidiano Nazionale poi. Del Vecchio era stato in predicato di acquistare anche Repubblica al tempo della cessione di Gedi ma la sua offerta era stata battuta da quella dei greci del gruppo Antenna. L’aver messo il Fatto Quotidiano nel mirino è una notizia, oggettivamente. A prescindere dalle ragioni economiche e dai retroscena politici. Il modello del Fatto si picca di una diversità. Che ora è alla prova dei fatti, di fronte all’offerta ricca arrivata proprio da Lmdv.

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