Attentato a Ranucci, quattro arresti. La solidarietà Rai e la polemica Pd

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Quattro persone in arresto per l’attentato dinamitardo a Sigfrido Ranucci. Si tratta di quattro persone, tre uomini e una donna, provenienti tutti dall’area del Napoletano e dell’Avellinese. Le indagini si sono avvalse delle intercettazioni nell’ambito delle quali si sarebbero sentite le voci degli indagati riferire di essere “pronti a fare la storia”. La notizia è rimbalzata stamattina su tutti gli organi di informazione ma la polemica politica non è tardata ad affacciarsi. Tutta colpa, se si può dire così, della nota di solidarietà espressa dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi e dal consiglio d’amministrazione di viale Mazzini. Dopo l’arresto “dei presunti responsabili dell’attentato dinamitardo ai danni del collega Sigfrido Ranucci”, i vertici Rai hanno commentato l’operazione come “un risultato significativo e rappresenta un passo fondamentale nell’accertamento della verità e nell’affermazione della legalità”. E la nota si è conclusa con la Rai che “rinnova la piena vicinanza a Sigfrido Ranucci e confida che il prosieguo delle indagini consenta di individuare anche gli eventuali mandanti di un gesto tanto grave e intimidatorio”. Ma il Pd non s’è lasciata sfuggire l’occasione di far polemica. “Le indagini sull’attentato bomba a Sigfrido Ranucci fanno emergere un quadro inquietante e preoccupante. È necessario far luce sui mandanti di questo attentato e andare a fondo per capire cosa c’è veramente dietro”. E ancora: “Il nostro ringraziamento va alla magistratura e alle forze dell’ordine affinché possano ristabilire la giustizia. Ogni attacco ad un giornalista è un attacco alla democrazia e alla libertà di stampa”. In coda la staffilata: “Stona profondamente il comunicato stampa del cda rai che prima rifiuta di dare la tutela legale al giornalista e poi rinnova la sua vicinanza allo stesso”. Ranucci dal canto suo s’è detto sollevato: “Sapevo che il magistrato Carlo Villani e il Nucleo investigativo dei carabinieri stavano lavorando e questa parte dello Stato non mi ha mai lasciato solo e la vorrei ringraziare. – ha affermato in un’intervista rilasciata a Rainews24 -. Si tratta da quello che ho capito di persone che hanno continuato a mettere ordigni anche dopo averlo messo sotto casa. Quindi voglio ringraziarli di cuore e ringrazio anche la polizia che in questi mesi mi ha tutelato in un periodo di grandissime tensioni. E ringrazio anche la mia squadra di Report che ha continuato a svolgere il proprio lavoro senza cedere di un millimetro”.

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