Il futuro di Rai Parlamento fa infuriare Pd e opposizione

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La polemica in Rai non va in vacanza. Ora che spunta il nome di Francesca De Martino per Rai Parlamento ecco che torna, con ferocia, lo scontro tra i partiti. Dalla minoranza si alzano strali. Chi, come i parlamentari dem, urlano alla lottizzazione e chi, come quelli pentastellati, battono su TeleMeloni. “Se fossero confermate le indiscrezioni su Rai Parlamento, saremmo di fronte all’ennesima occupazione di una struttura di garanzia da parte della destra”, spiegano dalle parti della delegazione del Pd in Commissione vigilanza Rai. “Dopo i vertici aziendali e le principali testate giornalistiche, il governo Meloni punta ora a mettere il cappello anche sulla testata che segue l’attività delle istituzioni e le tribune elettorali”. Per il Pd si tratta di “un disegno ormai evidente: piegare il servizio pubblico agli interessi della maggioranza e ridurre gli spazi di autonomia e pluralismo. La Rai appartiene ai cittadini, non al partito della Presidente del Consiglio”.

Dalle parti del Movimento Cinque stelle arrivano le ulteriori accuse a rincarare la dose. “Fratelli d’Italia ha deciso di mettere le mani anche su Rai Parlamento, assestando un colpo definitivo al pluralismo nel servizio pubblico”. E quindi: “Sappiamo benissimo che in passato Rai Parlamento ha avuto direttori riconducibili alla maggioranza, ma è anche vero che questa mossa avviene proprio mentre si entra nell’ultimo anno prima del voto. Tempismo perfetto in pieno stile TeleMeloni”. Dunque l’accusa: “Ci devono spiegare però il perché di questo avvicendamento, visto che Giuseppe Carboni è un professionista che ha sempre garantito equilibrio e misura. Chiediamo alla Rai di smentire questa ipotesi e di fare un passo indietro”.

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