Ma quali sono le cifre che testimoniano la recrudescenza del fenomeno delle minacce ai giornalisti. In attesa del primo report ministeriale, che il Viminale s’è impegnato a pubblicare entro i primissimi giorni di luglio, emergono alcuni marcatori che sembrano testimoniare un forte aumento, su scala annuale, delle intimidazioni contro i giornalisti.
Ecco alcuni dati che il ministro Lamorgese ha diffuso ieri. “Nel 2020 sono stati già registrati 83 episodi, con un trend in crescita (nel 2018 erano stati 73, 87 nel 2019)”. E ancora: “Gli episodi sono riconducibili a matrici e motivazioni di diversa natura, inquadrabili in macro aree di riferimento: atti provenienti da ambienti della criminalità organizzata (10 episodi nel 2020); atti riconducibili a motivazioni socio-politiche (37 episodi nel 2020); atti provenienti da altri contesti (36 episodi nel 2020)”.
Il dato più allarmante riguarda il “luogo” delle minacce. Che, complice anche il lockdown e la rapidissima ascesa delle tecnologie web, si virtualizza: “Nel 2018 e nel 2019, circa un quarto delle intimidazioni è pervenuta via social network (24% per il 2018 e 23,5% per il 2019), in questo primo periodo del 2020 il dato è notevolmente aumentato, attestandosi al 43%”.
Dal punto di vista geografico, le Regioni in cui si sono registrati il maggior numero di casi sarebbero Lazio, Campania, Sicilia, Calabria e Lombardia.
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