“La crisi in atto erode le risorse in maniera forte e a farne le spese sono proprio i giornalisti sia della carta stampa che delle radio e tv, soprattutto locali, che stanno soffrendo molto per un aumento consistente del costo finanziario tanto da oltrepassare per alcuni la soglia delle concrete possibilità di sopravvivenza”. Incontrando i giornalisti, l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, non ha mancato di affrontare il tema della crisi che sta colpendo diverse testate locali nel capoluogo e nella regione. “C’è in atto – ha osservato – il rischio reale della chiusura di voci autorevoli e che hanno garantito e garantiscono una stampa libera e pluralista. Credo che autorità politiche e l’opinione pubblica debbano chiaramente rendersi conto che la scomparsa di organi di stampa legati al territorio e pluralisti nella loro impostazione impoverisce l’intero sistema dell’informazione e contribuisce alla diminuzione della cultura nelle persone e nel Paese. Il tutto, inoltre, va a scapito di una giusta dialettica democratica che è il sale della democrazia partecipativa di cui è garante la nostra Costituzione anche sul piano dell’informazione”. “E tuttavia – ha concluso – questo della crisi può essere visto anche come il momento per tentare vie nuove come quelle del web, che stanno dando buoni risultati ma che abbisognano almeno all’inizio di finanziamenti non indifferenti, spesso lontani dalla portata di chi vorrebbe promuoverli per uscire dall’attuale situazione”.
Usigrai a valanga sul direttore di RaiSport Paolo Petrecca: non s’è placata l’eco delle polemiche…
Olimpiadi con sciopero (della firma): a Raisport è polemica. E il comitato di redazione, insieme…
Dall’altra parte dell’oceano ci sono due testate prestigiose e di grande tradizione. Il New York…
Ecco Itabloid: una nuova voce parlerà a chi pretende un’informazione che sia “profonda, autorevole” e…
Una guida pratica per orientarsi tra codici editoriali, distribuzione e agevolazioni fiscali. Primo di tre…
Quattro milioni di euro di sanzioni e un mercato che non scompare: il paradosso del…