Categories: Editoria

VAURO LASCIA IL MANIFESTO E SI “ACCASA” DA TRAVAGLIO

Tristissimo addio di Vauro a Il Manifesto che approda al Fatto. Niente polemiche. E nemmeno recriminazioni. Ma un filo di angoscia, sì. Basta leggere le righe di ieri in prima pagina: «La decisione di Vauro di lasciarci ci sorprende. E ci amareggia. Perché riguarda una persona che ha contribuito a scrivere la storia del nostro giornale. Comprendiamo la sua scelta. Il manifesto sta attraversano il momento più difficile della sua esistenza quarantennale. La direzione, la redazione, i tecnici, tutte e tutti sanno di avere un futuro incerto perché siamo «”in liquidazione” e del doman non v’è certezza», Spiega Norma Rangeri, direttore responsabile: «Capisco la scelta di Vauro, siamo in pesantissima difficoltà. Ma non la condivido. Siamo sul fronte di una battaglia finale e in certe situazioni si compiono scelte di vita oltre che professionali. Come Vauro scrive nel commiato, non ci sono certo motivi politici o legati ai contenuti».

Infatti Vauro se ne va con un saluto oggettivo, affettuoso soprattutto verso Valentino Parlato: «Ho il debito di una libertà mai “concessa” ma sempre scaturita dal confronto, dalla discussione anche aspra sulle idee e sul modo di scriverle o disegnarle. Un debito che sento in maniera particolare nei confronti di Valentino. Vecchio compagno che in questi tempi di rampanti “giovani” rottamatori continua a spendere tutto se stesso con passione, dolore e ostinazione…». Nelle righe di addio a Vauro, c’è solo un punto che va oltre l’amarezza: «Ci siamo illusi che il confronto anche aspro, ma sempre franco, la passione per la battaglia politica fossero una garanzia per poter continuare a combattere. Forse ci siamo in parte illusi. L’uscita di Vauro lo conferma». Vauro, forse, a sua volta capisce: «Dire addio è sempre un po’ penoso, lo è ancora di più dopo aver vissuto insieme per trent’anni la splendida e tormentata avventura de il manifesto , tanto penoso che sarei stato tentato di andarmene zitto zitto, quatto quatto. Ma non me lo sarei mai perdonato…».

editoriatv

Recent Posts

Giornali, arrivano i nuovi dati sulle copie vendute: per l’editoria la vera emergenza è la tenuta della rete distributiva

La crisi dell’editoria italiana torna sotto i riflettori con la pubblicazione, l’8 ottobre, dei nuovi…

2 ore ago

Giornali e pubblicità: quanto costa l’indipendenza dell’informazione?

Walter Lippmann nel suo testo del 1922, “L’opinione pubblica”, analizzava il rapporto tra realtà, informazione…

10 ore ago

L’Editoria festeggia un anno da record per le traduzioni all’estero

Un 2025 da record per i diritti di traduzione dei libri italiani all’estero. I numeri…

11 ore ago

L’As Roma spedisce i suoi giornalisti a lavorare negli store

La As Roma spedisce i “suoi” giornalisti negli store. Rientra, la misura, nel piano di…

12 ore ago

L’Edicola cambia direttore: Antonio Procacci lascia Telenorba e guida il nuovo polo editoriale tra carta, web, radio e televisione

Cambio alla guida de L’Edicola, il quotidiano che punta a rafforzare la propria presenza nell’informazione…

1 giorno ago

Dalle otto ore alla flessibilità, il lavoro cambia volto: martedì 13 ottobre il confronto promosso da AGCI con Boeri, sindacati ed esperti

l futuro del lavoro, il superamento dei modelli organizzativi tradizionali e la ricerca di un…

1 giorno ago