“Anche noi, come avrebbe manifestato il Presidente Napolitano incontrando i vertici di viale Mazzini, temiamo la paralisi della Rai. Anche noi siamo preoccupati per i destini del Servizio pubblico radiotelevisivo alle prese con uno dei passaggi più delicati della sua vita: quello tecnologico tra analogico e digitale unito ad una crisi del sistema industriale del paese che limita le risorse economiche”. Lo afferma in una nota l’esecutivo dell’Usigrai, il sindacato interno dell’azienda.
“Ma abbiamo anche altri motivi di preoccupazione – si legge ancora-. Non ci tornano i conti sul disegno che incombe sull’informazione della Rai, che si vorrebbe assoggettata più ancora che occupata, silenziata prima ancora che imbavagliata. Si potrebbe arrivare alla Rai delle notizie che spariscono. Lo abbiamo già detto: la sfida è a far presto sulle nomine, ma la sfida è anche a far bene ripudiando lo scandaloso gioco dei ‘lotti’. Una logica che vuole, per altro, il sacrificio di tanti professionisti validi interni all’azienda per far spazio a giornalisti esterni, con incomprensibile aggravio dei costi laddove occorrerebbero, invece, risparmi mirati che non penalizzino la qualità”.
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