Categories: Editoria

Usigrai: “Il piano industriale è la spartizione politica Rai”

Usigrai a valanga: “Il piano industriale? È la spartizione politica della Rai”. Il sindacato dei giornalisti di viale Mazzini, insieme al coordinamento dei comitati di redazione della Tgr punta il dito contro le nomine “improponibili” ai vertici delle testate regionali. Un braccio di ferro che si arricchisce di un nuovo capitolo, quello tra l’Usigrai e l’attuale governance Rai. Uno scontro che si rinfocola anche nel nuovo anno. La nota del sindacato è scritta con toni che non lasciano presagire nessun accomodamento. “Ecco il vero piano industriale dei vertici della Rai, completare la spartizione politica dell’Azienda con nomine improponibili come la terza condirezione della Tgr e l’aumento delle vicedirezioni della testata regionale. Contrariamente a quanto pensa la Presidente del Consiglio in Rai non c’è nessun riequilibrio da fare e il governo dovrebbe astenersi da condizionamenti sul Servizio Pubblico, mentre le nomine di oggi mostrano con palese evidenza che i partiti, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, continuano solo a occupare la Rai”.

Le parole dell’Usigrai si rifanno alla lettura politica espressa dalla premier Giorgia Meloni che, in sede di conferenza stampa, aveva tuonato contro le resistenze a un cambiamento e deplorato il fatto di aver ritrovato “militanti” piazzati dagli avversari politici in posti chiave. “I nuovi incarichi che portano a nove i componenti la squadra di Direzione della Tgr saranno inoltre pagati profumatamente per 18 mesi quando si sa già che fra meno di un anno tutti dovranno per contratto rimettere il mandato – tuonano dall’Usigrai -. Uno schiaffo alle redazioni che mettono in onda Tg e Gr regionali con le risorse ridotte all’osso, e a tutti i dipendenti che subiscono queste decisioni mentre l’azienda è gravata da una preoccupante esposizione debitoria”.

Ma non basta: “All’amministratore delegato e al Direttore generale della Rai, che ci hanno presentato un piano industriale con il quale dicono di voler ridurre il debito dell’Azienda avevamo detto che nomine come quelle di oggi erano inaccettabili di fronte ad una situazione finanziaria preoccupante, al taglio del canone e a risultati negli ascolti che avrebbero inciso negativamente anche sulle entrate della pubblicità. E invece ecco che con il nuovo anno arrivano nuove nomine che non hanno alcuna ragione industriale e di prodotto mentre si annunciano lenzuolate di promozioni sulle quali invitiamo le redazioni a vigilare che rispondano alle reali necessità dell’organizzazione del Lavoro”.

Il sindacato accusa: “Restano al palo invece le richieste dell’Usigrai: per i precari della Fase 2 che attendono il riconoscimento dei loro diritti; per una selezione pubblica che risponda all’esigenza di rinnovamento di un’azienda che deve affrontare le sfide del futuro e la copertura dei crescenti vuoti di organico nelle testate nazionali ed in quelle regionali (nel rispetto degli accordi firmati e da mesi ormai disattesi)”. La conclusione è al vetriolo: “Dalla commissione di Vigilanza e da tutti i livelli istituzionali da cui dipende il futuro della Rai ci aspettiamo una presa di posizione contro scelte che ancora una volta non rispondono alle reali esigenze dell’azienda ma solo ad una spartizione politica che mina la libertà e l’autonomia dell’azienda di servizio pubblico e contrasta con le norme europee su media e informazione”.

Luca Esposito

Recent Posts

“Stipendi faraonici a Report”, la denuncia di Fdi e l’interrogazione parlamentare

Report, ora il focus dell’attenzione è sugli stipendi e Fratelli d’Italia ha già pronta un’interrogazione…

12 minuti ago

Trump stringe sui giornalisti stranieri, negli Stati Uniti cambiano le regole per i corrispondenti internazionali

Per raccontare davvero un Paese non bastano poche settimane e spesso non bastano nemmeno pochi…

2 ore ago

Proteggere i minori senza vietare i social: la lezione della Corte costituzionale francese

La protezione dei minori non può giustificare qualsiasi limitazione della libertà di comunicazione. È questo,…

23 ore ago

Apple prepara la sfida a Meta sugli smart glasses ma la vera rivoluzione potrebbe essere la privacy

La prossima grande sfida tra Apple e Meta potrebbe non giocarsi sullo smartphone e nemmeno…

1 giorno ago

Apple vuole pagare le notizie quando le usa. Un nuovo modello per editori e intelligenza artificiale

Si torna a parlare del rapporto tra piattaforme ed editori. Questa volta protagonista è Apple.…

2 giorni ago

Apple cambia strategia in Cina, un modello AI sviluppato con Alibaba per portare Apple Intelligence sugli iPhone

Apple prepara una svolta importante nella propria strategia sull’intelligenza artificiale e sceglie di farlo in…

2 giorni ago