L’Unità, la replica di Romeo al Pd: “Non c’è alcuna offerta”

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Non c’è ancora alcuna offerta per L’Unità, Romeo risponde ai desideri del Pd. Vendere e comprare è legittimo, dice in una nota l’editore napoletano. Senza dimenticarsi mai, però, che viviamo in un sistema “fondato sulla proprietà privata e sulla libertà d’impresa”. Detta ancora meglio, “non può essere il desiderio di un partito a dettare le regole del mercato”. Ma cosa sta succedendo attorno a L’Unità? Il Partito democratico ha spiegato la sua volontà di riacquisire il “suo” giornale ma c’è di mezzo la vicenda economica. E qui le cose si fanno un bel po’ più complicate.

“Abbiamo letto le dichiarazioni con cui il Partito democratico rivendica la volontà di riportare l’Unità nella propria disponibilità. È una posizione legittima, come legittima — in una democrazia liberale — è la posizione di chi detiene la proprietà di un giornale. In un sistema fondato sulla proprietà privata e sulla libertà d’impresa, non può essere il desiderio di un partito a dettare le regole del mercato”, è questo l’incipit della nota pubblicata da Romeo Editore. Che prosegue. “Fin da quando la testata fu rilevata – si legge ancora nel documento-, sottraendola a un fallimento che ne avrebbe decretato la fine, la volontà di Romeo Editore era quella di riportare l’Unità nella sua casa naturale. Una posizione che non è cambiata dall’avvio della lunga trattativa con il Pd”. Ma qualcosa non s’è ancora risolto. “A fronte di un prezzo di cessione sostanzialmente simbolico e della disponibilità a trasferire una società senza debiti, è stato chiesto esclusivamente il mantenimento di una partecipazione di minoranza, priva di qualsiasi potere di controllo o di condizionamento sulla linea politica e editoriale del giornale”. Una condizione che però non è ancora stata soddisfatta. “Una richiesta che non nasceva da logiche di profitto, ma dal desiderio di vedere riconosciuti, anche solo simbolicamente, gli sforzi economici, organizzativi e imprenditoriali sostenuti in questi anni per tenere in vita la testata”, dicono da Romeo Editore. Che spiega: “Il Partito democratico era ed è naturalmente libero di ritenere questa proposta più o meno compatibile con la propria visione. Ha scelto di non accettarla, ed è una scelta che rispettiamo. Ciò che non si può accettare, a distanza di un anno, è che il Pd affermi — come ha detto dal tesoriere del partito — che c’è una sua proposta sul tavolo. Questa proposta oggi non c’è, perché nessuno può stabilire unilateralmente, peraltro a mezzo stampa, delle condizioni. Il mercato funziona diversamente: chi possiede un bene stabilisce a quali condizioni è disposto a cederlo, chi intende acquistarlo decide se accettarle”. Quindi, Romeo apre a tutti: “L’editore si riserva quindi di valutare liberamente altre manifestazioni di interesse ricevute, così come si riserva la possibilità di custodire la testata, per rispetto della sua storia, in attesa che maturino condizioni migliori”. La vicenda de L’Unità si arricchisce di un nuovo capitolo tra i desideri del Pd e le condizioni di Romeo.

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