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Un altro trimestre poco esaltante per i quotidiani cartacei, i locali reggono meglio dei nazionali

Anche il 2026 non s’è aperto benissimo per i quotidiani: arrivano i dati Agcom secondo cui, nel primo trimestre di quest’anno, si assiste all’ennesima flessione nelle vendite. Complessivamente, da gennaio a marzo scorsi, sono state vendute circa 118 milioni di copie dei quotidiani. Il totale riflette, sul giorno, una quota di vendite medie che si stima a circa 1,5 milioni di copie al giorno. Ma così non va. Già, perché dicono dall’Agcom che si osserva una flessione su base annua del 7,6% e del 24,8% rispetto ai primi tre mesi del 2022. I quotidiani locali reggono più e meglio dei nazionali. Secondo i conti dell’Agcom infatti, considerando le testate che riportano prevalentemente notizie di interesse nazionale e quelle maggiormente dedicate alle notizie locali, nel confronto con il 2025, i quotidiani appartenenti alla seconda categoria hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli della prima categoria (-7,3% vs -7,9%). Tra i nazionali, quelli che reggono meglio sono gli sportivi che pure, però, accusano per il cartaceo una flessione del 27,1%, pari a una perdita da 3,5 milioni di copie.

Non va granché meglio per le copie digitali. I dati, su questo aspetto, si rilevano contrastanti. Rispetto al 2025, infatti, si registra una sorta di stagnazione (si perdono 100mila copie, pari a un mezzo punto percentuale) ma rispetto al 2024 la crescita è stata del 4,2%, pari a 600mila copie.

Luca Esposito

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