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Uffici postali. Stop dall’Agcom ad altre chiusure in zone rurali

Decisione importante dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom): vieta la chiusura di uffici postali in comuni rurali montani. Cisl Alto Friuli e Slp Cisl Fvg avvisano i sindaci: l’Agcom ha fissato in un’apposita delibera criteri più stringenti per le riorganizzazioni di Poste Italiane. Lo rendono noto Franco Colautti, segretario Cisl Alto Friuli e Domenico La Rocca, segretario regionale Slp Cisl. Se da una parte in tale delibera vi sono nuovi criteri per la razionalizzazione di uffici a presidio unico in comuni con meno di 500 abitanti, dall’altra si inserisce anche il divieto di «chiusura di uffici postali situati in comuni rurali che rientrano anche nella categoria dei comuni montani, con esclusione di quelli in cui siano presenti più di due uffici postali». In Carnia, Val Canale e Canal del Ferro i comuni sono tutti, tranne Tolmezzo e Villa Santina, rurali montani, cioè con meno di 150 abitanti per kmq. Ciò significa che ciascuno di essi dovrà avere almeno un ufficio postale. È invece poco verosimile che le chiusure già avvenute siano riviste, ma tale importante decisione dell’Agcom, per Colautti, aiuta quanto meno a difendere il territorio da nuove chiusure. «Per effetto di tale delibera – affermano Colautti e La Rocca – l’Azienda sta provvedendo a rivalutare l’intera situazione di chiusure e razionalizzazioni degli uffici postali sul territorio. É pertanto possibile che i responsabili di Area Territoriale siano incaricati di effettuare delle valutazioni sulla situazione territoriale, in coerenza con quanto previsto dalla delibera Agcom». Poi «l’Azienda convocherà le parti al tavolo nazionale per un confronto sulla nuova situazione». Negli ultimi anni solo nel comprensorio di riferimento della Cisl Alto Friuli (da Moruzzo a Forni Avoltri, da Forni di Sopra a Tarvisio) si è passati da 87 uffici aperti a 48 uffici aperti su 6 giorni, 23 uffici razionalizzati su 3 giorni alla settimana, 2 uffici razionalizzati su un giorno alla settimana in quanto non sede di comune e 14 uffici chiusi. La Cisl Alto Friuli è sempre rimasta in prima linea in difesa di questi presìdi fondamentali per i cittadini delle aree più marginali e si è prodigata anche per una petizione che superò le tremila firme. «Continueremo a tenere ritte le antenne– concludono Colautti e La Rocca– invitiamo anche i sindaci dei comuni coinvolti in questi anni dalle razionalizzazioni a verificare la delibera Agcom e da parte nostra terremo informati i cittadini sugli sviluppi». (messaggero veneto)

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