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TUTTI I PROFILI FALSI SU FACEBOOK

Partiamo dai fatti di cronaca: Bianca Bosker, collaboratrice dell¹Huffington Post, qualche giorno fa riceve una richiesta di amicizia da una certa Bianca Bosker. All’inizio pensa a uno scherzo o a un caso di omonimia, poi si rende conto che i dati personali della Bosker che le chiedeva amicizia corrispondevano ai suoi, così come gli amici e gli aggiornamenti di stato.
Due profili identici con la sola differenza dell¹immagine di profilo. Bianca Bosker scrive a Facebook per segnalare la cosa. Facebook rimuove il falso profilo ma, poco dopo, la Bosker riceve una nuova richiesta di amicizia, questa volta da una certa Bienca Bosker, un nuovo clone del suo profilo.

Questa surreale vicenda non è una novità nel mondo di Facebook e dei social network. Lo stesso team di Mark Zuckerberg, nei mesi passati, aveva rivelato come circa il nove per cento dei 955 milioni di utenti del network utilizzasse account falsi. Oltre che da false identità, i social network sono invasi da false fonti giornalistiche, false fotografie (vedi quelle circolate subito dopo l’uragano Sandy), false ricostruzioni storiche, falsi dati scientifici ecc. ecc. Questo perché forse le dinamiche del social, più che rispondere a un criterio di verità, sembrano inseguire un bisogno di “viralità” degli eventi: non è importante che un fatto, una persona, una foto siano vere, quanto che piacciano a tante persone, che siano visualizzate e cliccate da migliaia, se possibile milioni di utenti.

Anche l’utilizzo di un’identità falsa come quella della malcapitata giornalista dell’Huffington Post per ridicolizzare, attaccare o minacciare qualcuno (nel caso specifico la giornalista stessa), può rivelarsi in quest’ottica come la miccia in grado di far esplodere un fenomeno virale in grado di coinvolgere tutto il circo Barnum dei media (Internet, televisioni, radio e testate giornalistiche) e di regalare attimi di preziosa popolarità a uno sconosciuto fake (falsario).

Punto di partenza e di arrivo per questa elaborata operazione stile x-factor siamo noi, telespettatori e utenti medi della rete, che aggiorniamo il nostro profilo facebook coi nostri dati anagrafici, le foto dei parenti e le considerazioni sui fatti di cronaca, troppo spesso senza considerare che questo materiale, una volta immesso in Rete, non è più privato, ma diventa pubblico e, di conseguenza, manipolabile.

Per leggere una realtà in cui troppo spesso ciò che è vero è scritto in fondo alla pagina cento di un motore di ricerca, è necessario non rinunciare all’uso dell’intelligenza critica che ci permette di non cadere in balìa di usi ingenui e inconsapevoli dei media e di poco convincenti trend del momento.

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