I mezzi di comunicazione non devono essere costretti a rivelare gli indirizzi IP di chi partecipa ai loro blog, nemmeno se i commenti sono diffamatori. Lo ha deciso il Tribunale federale svizzero, con una sentenza del 10 novembre, in linea con decisioni precedenti della stessa Corte che riconosce ai media un ruolo di “guardiano”.
Il fatto ha avuto origine da un’opinione offensiva espressa su un blog della Tv svizzera tedesca SF. La persona offesa aveva sporto denuncia contro l’anonimo per diffamazione e abuso dei sistemi di comunicazione. La procura di Zugo aveva chiesto a SF di consegnarle l’indirizzo IP per risalire all’identità del blogger, ma l’emittente si era rifiutata di fornirlo in nome della protezione delle fonti.
Il tribunale ha definito il blog come una forma di contenuto editoriale. Bisognava infatti stabilire se il messaggio servisse a informare o a intrattenere. Due dei cinque giudici non l’hanno considerata un’informazione in rapporto al programma trasmesso, e dunque non meritevole della tutela garantita dalla legge sulla protezione delle fonti. Però, alla fine, il Tribunale federale ha deciso che fosse più importante proteggere la libertà d’espressione.
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