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TI MEDIA. OFFERTE DI CLESSIDRA E CAIRO

Il riassetto di Telecom Italia Media svela le carte con le offerte vincolanti per il gruppo che controlla La7, in coincidenza con la scadenza per la presentazione delle proposte fissata dagli advisor dell’azionista Telecom Italia, cioè Mediobanca e Citigroup.
E, secondo le indiscrezioni che circolano tra gli addetti ai lavori, sul tavolo del gruppo guidato da Franco Bernabè starebbero giungendo almeno due offerte (da Clessidra e Cairo), che potrebbero essere perfezionate questa mattina. H3G e Discovery avrebbero invece presentato piani di riassetto meno interessanti e subordinati al verificarsi di una serie di eventi.
Clessidra, il gruppo finanziario fondato dai manager Claudio Sposito, Alessandro Grimaldi e Giuseppe Turri, presenterà l’offerta questa mattina. Assistita da Merrill Lynch, Clessidra avrebbe in mente secondo i rumors un’offerta vicina ai 300 milioni di euro per il perimetro complessivo di TiMedia: cioè sia per le tv sia per i tre multiplex per la trasmissione in digitale terrestre. Il piano industriale di Clessidra sarebbe stato studiato a fianco del manager televisivo Marco Bassetti, ex numero uno di Endemol, mentre sarebbe stata discussa anche un’alleanza con Equinox, la società d’investimento fondata da Salvatore Mancuso.
Un’offerta dovrebbe arrivare in queste ore anche dall’imprenditore Urbano Cairo tramite la Cairo Communication, già concessionaria di pubblicità per La7. La proposta dell’imprenditore, affiancato da Lazard, sarebbe tuttavia per i soli asset televisivi.
Ci sarebbe invece più incertezza sulle proposte presentate dal gruppo telefonico H3G e dall’americana Discovery. Per la società Tlc guidata da Vincenzo Novari (affiancata alle banche Hsbc e Goldman Sachs) si era parlato di un’offerta attorno ai 250 milioni per tutto il perimetro di TiMedia: subordinata però al via libera, che tarderebbe ad arrivare, dell’azionista cinese, la conglomerata di Hong Kong, Hutchison Whampoa.
Resta incertezza anche sui piani degli americani di Discovery, che secondo le indiscrezioni dovrebbero presentare tramite l’advisor Morgan Stanley una proposta: ma l’offerta secondo i rumors, più che di acquisto, sarebbe di alleanza con Telecom in ambito televisivo.
L’impressione è che comunque le proposte saranno distanti dalle attese di Telecom Italia, che ha sempre sostenuto di non voler svendere la sua controllata. Il dossier è sotto stretta osservazione del Cfo Piergiorgio Peluso. Telecom Italia Media capitalizza infatti in Borsa 242 milioni: il valore d’impresa che si ottiene aggiungendo il debito (224 milioni), è 466 milioni, cifra superiore ai valori che circolano oggi.
Nel frattempo, sempre in ambito televisivo, c’è attesa per la conferenza stampa che il finanziere Tarak Ben Ammar (consigliere in Mediobanca e Telecom Italia) ha organizzato per domani a Milano. Ben Ammar annuncerà un piano di investimento sui media italiani. Secondo indiscrezioni il produttore televisivo e cinematografico (che in Italia ha un fatturato complessivo di circa 120 milioni) avrebbe trovato un partner, oltre al socio transalpino TF1, con cui impegnarsi tra i nostri confini. L’operazione avrà come capofila Prima TV, la holding del gruppo Ben Ammar in Italia che controlla Dfree (la rete che diffonde sul digitale terrestre i canali Disney, Universal, BBC e Mediaset) ed i tre canali televisivi con il marchio Sportitalia. In estate, inoltre, si era parlato di un possibile interesse di Ben Ammar per Ti Media e per La7, ma a quel tempo l’imprenditore franco-tunisino aveva smentito un interesse e detto di non essere tra i pretendenti.

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