Editoria

Terni, edicole in crisi: il peso della Tosap e l’appello dello Snag al Comune

La crisi delle edicole non è più una tendenza silenziosa, ma una realtà evidente anche a Terni. Negli ultimi anni il numero dei chioschi attivi in città si è progressivamente ridotto, schiacciato dal calo delle vendite dei quotidiani, dall’aumento dei costi di gestione e da una trasformazione radicale delle abitudini di consumo dell’informazione. A rendere ancora più difficile la sopravvivenza delle attività rimaste è il tema della Tosap, la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, su cui lo Snag (Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai) ha acceso i riflettori chiedendo interventi concreti all’amministrazione comunale.

Un settore in sofferenza strutturale

Le edicole rappresentano storicamente un presidio sociale, oltre che commerciale. Non sono soltanto punti vendita di giornali e riviste, ma luoghi di incontro, riferimento per i quartieri, spesso gestiti da famiglie che da generazioni portano avanti l’attività. Tuttavia, la digitalizzazione dell’informazione e il crollo delle tirature cartacee hanno inciso pesantemente sui ricavi.

A Terni, come nel resto d’Italia, le copie vendute si sono drasticamente ridotte. Gli editori hanno aumentato i prezzi di copertina nel tentativo di compensare le perdite, ma ciò ha finito per disincentivare ulteriormente l’acquisto. A fronte di margini già molto ridotti per i rivenditori, l’aumento dei costi fissi – bollette, affitti, contributi previdenziali – ha eroso quel poco di redditività rimasta.

Molti edicolanti hanno cercato di reinventarsi, ampliando l’offerta con servizi aggiuntivi: pagamento bollettini, ricariche telefoniche, vendita di gadget, libri, biglietti per eventi o trasporti. Ma non sempre questa diversificazione è sufficiente a compensare la flessione strutturale del settore.

Il nodo Tosap

In questo contesto già fragile, il pagamento della Tosap rappresenta per molte edicole ternane un ulteriore elemento di criticità. I chioschi su suolo pubblico sono infatti soggetti al versamento della tassa per l’occupazione dello spazio, un onere che pesa in modo significativo sui bilanci di attività che spesso registrano incassi giornalieri sempre più bassi.

Secondo lo Snag, la richiesta del tributo dovrebbe essere rivista alla luce della funzione sociale svolta dalle edicole. Il sindacato sottolinea come questi esercizi contribuiscano alla diffusione dell’informazione e alla vitalità dei quartieri, svolgendo un servizio di interesse pubblico. Per questo motivo chiede al Comune di Terni di valutare esenzioni, riduzioni o forme di agevolazione, almeno per le realtà più in difficoltà.

Il tema non è soltanto economico, ma anche politico e culturale: sostenere le edicole significa preservare un tassello del tessuto urbano e della pluralità informativa.

La posizione dello Snag

Lo Snag ha avviato un confronto con l’amministrazione comunale per trovare soluzioni condivise. Tra le proposte avanzate vi sono la riduzione della Tosap per le edicole che dimostrano un determinato volume di fatturato, la sospensione temporanea del tributo in caso di comprovata difficoltà economica e l’introduzione di incentivi per chi investe nella riqualificazione dei chioschi.

Il sindacato evidenzia come, in altre città italiane, siano state adottate misure di sostegno analoghe, riconoscendo alle edicole un ruolo strategico nel presidio del territorio. In alcuni casi si è optato per l’azzeramento del canone per un periodo limitato, in altri per agevolazioni permanenti.

Per lo Snag, l’obiettivo non è sottrarsi agli obblighi fiscali, ma ottenere un trattamento coerente con la situazione di emergenza che il comparto sta vivendo. “Ogni edicola che chiude è un servizio in meno per la città”, ribadiscono i rappresentanti di categoria.

Il ruolo del Comune

Dal canto suo, l’amministrazione comunale si trova a dover bilanciare esigenze di bilancio con la necessità di sostenere il commercio locale. La Tosap rappresenta una voce di entrata per l’ente, ma la perdita progressiva delle edicole rischia di impoverire il tessuto urbano, soprattutto nelle zone periferiche.

Un eventuale intervento di riduzione o rimodulazione del tributo potrebbe essere interpretato come un investimento sul territorio, volto a salvaguardare attività che garantiscono un presidio quotidiano e un punto di riferimento per cittadini anziani e residenti.

Il confronto tra Comune e Snag è dunque cruciale per individuare soluzioni sostenibili. L’auspicio degli operatori è che si possa arrivare a una misura concreta in tempi rapidi, evitando che ulteriori edicole siano costrette ad abbassare definitivamente la serranda.

Una questione che riguarda tutti

La crisi delle edicole di Terni non è solo una vicenda di categoria. Riguarda la qualità della vita urbana, l’accesso all’informazione e la sopravvivenza del piccolo commercio. Il pagamento della Tosap, in questo scenario, diventa il simbolo di una difficoltà più ampia: quella di adattare regole e tributi a un settore in profonda trasformazione.

Senza interventi mirati, il rischio è che il declino prosegua, lasciando interi quartieri privi di un servizio storico. La sfida è trovare un equilibrio tra esigenze fiscali e tutela di un presidio culturale e sociale che, nonostante tutto, continua a svolgere un ruolo fondamentale nella città.

Ivan Zambardino

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