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TERMINAZIONE MOBILE/UE: «PREZZI ITALIANI FRA I PIÚ ALTI D’EUROPA, DEVONO SCENDERE»

L’unione Europea si esprime sulla situazione italiana relativa al costo che gli operatori mobili fanno pagare agli altri operatori per connettersi alla loro rete, invitando l’Agcom a sancire una riduzione che dovrebbe essere applicata già il prossimo 3 novembre.
«Abbiamo fatto dei commenti molto chiari all’Agcom in riferimento ai livelli delle tariffe di terminazione mobile in Italia ed all’assenza di giustificazioni sulla asimmetria. Le tariffe di terminazione mobile in Italia devono scendere: sono troppo elevate e fra le più alte in Europa».
È questa la posizione ufficiale della Commissione europea secondo le dichiarazioni rilasciate in un’intervista esclusiva al Corriere delle Comunicazioni che riportiamo di seguito.

Le telco mobili italiane chiedono un abbattimento più graduale: la gara Lte è costata cara e gli operatori dovranno investire per fare le nuove reti. La Commissione non ritiene che l’abbattimento delle tariffe possa rappresentare un ostacolo agli investimenti?
«La Commissione europea ha già inviato i propri commenti all’Agcom in merito alla proposta sul nuovo listino di terminazione mobile: la posizione della Commissione è quella di optare per tariffe orientate al costo. Le tariffe italiane sono fra le più alte in Europa e inoltre persiste un’ingiustificata asimmetria»(La Commissione si riferisce alle tariffe relative alla terminazione su H3G, ndr).

Quindi l’Agcom dovrà tenere fede al listino già sottoposto al vaglio della Commissione…
«Agcom ha l’obbligo di tenere in massima considerazione le indicazioni della Commissione e in ogni caso dovrà notificare le misure, una volta adottate, alla Commissione. Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dall’Autorità italiana relativamente al listino finale. Quando avremo il listino finale valuteremo se le indicazioni date saranno state tenute in considerazione».

Dal fronte italiano, secondo Stefano Parisse, direttore strategy e new business di Vodafone Italia, «la diminuzione delle tariffe di terminazione non ha finora portato a un calo dei prezzi che il cliente paga per le chiamate da fisso a mobile». Vodafone sottolinea due punti: resta nella facoltà degli operatori fissi se tradurre questa diminuzione in un beneficio per i clienti o in un miglioramento della propria profittabilità. Secondo: le compagnie di telefonia mobile sono andate incontro a grandi investimenti, spendendo finora già 4 miliardi per le frequenze 4G.
Nettamente divise sulla questione le associazioni dei consumatori. Altroconsumo chiede un taglio netto delle tariffe di terminazione mobile con una petizione su www.abbassalatariffa.it. Le firme raccolte, finora oltre tremila, saranno inviate all’Agcom. Di parere opposto il Codacons: «Una ulteriore e repentina riduzione delle tariffe, contrariamente alle leggi della concorrenza, potrebbe avvantaggiare alcuni operatori a danno di altri, senza nessun vantaggio per gli utenti». Intanto il presidente dell’Autorità si è limitato a dire in proposito: «La raccomandazione europea è ineludibile: le tariffe di terminazione devono diminuire».
Corriere delle Comunicazioni

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