“Un telecomando senza tasti costituisce un abuso di posizione dominante ai danni della tv tradizionale, accessibile gratuitamente a tutti. Laddove dovesse prevalere l’opzione senza telecomando non dovrebbero esserci applicazioni predefinite per l`accesso ai contenuti sui televisori”. Parole e musica di Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Tv che ha sollevato la questione al tavolo sul futuro delle tv insediatosi, martedì scorso, presso il ministero del Made in Italy. La questione non è di poco conto, tutt’altro. I nuovi telecomandi, infatti, non hanno i tasti tradizionali ma quelli che consentono di accedere, direttamente, alle app dei grandi network in streaming. Rendendo difficoltoso fare il solito “zapping” o cercare il proprio canale tv preferito, spesso “nascosto” tra le migliaia disponibili sul digitale terrestre. Sulla questione è già intervenuta anche l’Agcom chiedendo di ripristinare lo status quo. E di salvare i tasti tradizionali del telecomando. Su par condicio e minori, Siddi ha sottolineato che non è più credibile una regolazione solo per la tv terrestre, e che essa va totalmente ripensata in un`ottica di mercato allargato alla Rete. Sulla legge 146 (contributi all`emittenza locale di qualità), ha detto che è un modello paradigmatico, replicabile anche in altri segmenti, ovviamente con ulteriori, adeguate e specifiche dotazioni finanziare.
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