Categories: Radio/TV

TELECOM ANNUNCIA LA VENDITA DEI SUOI MULTIPLEX E SKY STRIZZA L’OCCHIO

Telecom Italia Media ribadisce nuovamente di non avere bisogno di alcun aumento di capitale, puntando a una drastica riduzione dell’indebitamento, pari a 322,5 milioni a fine marzo, con la vendita dei multiplex digitali, il cui closing è vincolato alla gara per il passaggio al digitale terrestre.

Lo ha affermato il vicepresidente esecutivo del gruppo, Giovanni Stella, nel corso della conference call sui conti trimestrali, spiegando come la cessione dei canali del digitale terrestre dovrebbe avvenire a un corrispettivo pari ad almeno 300 milioni, “se l’offerta sarà inferiore io non vendo”. “Non abbiamo previsto un aumento di capitale, continuiamo a non prevederlo perchè operando sul lato della vendita dei canali dei digitale terrestre noi riteniamo che questa operazione straordinaria possa notevolmente alleviare, se non annullare, la nostra posizione debitoria”, ha detto Stella agli analisti. Parlando della vendita dei canali del digitale terrestre, Stella ha detto di auspicare di chiudere entro fine anno, “non dipenderà solo da noi – ha ricordato – ma anche da come l’Autorità gestirà la gara e dalla sua tempistica”.

“L’attività dell’Autorità sia per il regolamento della gara sia per i tempi – ha proseguito Stella – avrà un’influenza sul processo di vendita dei canali del digitale terrestre perchè adesso sto dicendo che venderò quello che avrò, tra 3 o 4 multiplex, e quando dovrò andare a negoziare il round finale con la controparte dovrò attendere se ce ne avrò 3 o 4 e quindi devo aspettare il termine della gara”.

“E non sapendo quando la gara verrò fatta – ha concluso – non sono sicuro di dirvi se la vendita verrà effettuata nel 2009 o nel 2010”. Il processo di vendita sta comunque andando avanti e l’advisor Merrill Lynch, ha spiegato Stella, ha raccolto un numero “significativo” di interesse per i nostri canali del digitale terrestre. “Credo che nel breve, entro 15 giorni, invieremo ai potenziali interessati un corposo memorandum con una lettera in cui vengono definite le fasi del processo. In questa prima fase verrà richiesta una ‘non binding offer'”, ha detto Stella.
Vincenza Petta

editoriatv

Recent Posts

New York Times e Washington Post: quando l’editore fa la differenza

Dall’altra parte dell’oceano ci sono due testate prestigiose e di grande tradizione. Il New York…

4 ore ago

Nasce una nuova voce, ecco Itabloid: l’iniziativa delle giornaliste italiane

Ecco Itabloid: una nuova voce parlerà a chi pretende un’informazione che sia “profonda, autorevole” e…

10 ore ago

ISSN e ISBN: cosa sono, a cosa servono e quando diventano indispensabili per chi pubblica

Una guida pratica per orientarsi tra codici editoriali, distribuzione e agevolazioni fiscali. Primo di tre…

1 giorno ago

Sanzionati dall’Autorità i bagarini telematici

Quattro milioni di euro di sanzioni e un mercato che non scompare: il paradosso del…

2 giorni ago

La pirateria ghermisce i libri: i danni dell’Ai e il caso copyright

La pirateria ghermisce pure i libri. E no, non c’entrano le vicissitudini del Corsaro Nero,…

3 giorni ago

Referendum, il caso Articolo 21: il ministro Roccella strattona il Cnog

Il referendum fa litigare il ministro alla Famiglia Eugenia Roccella e il Cnog, “accusato” di…

4 giorni ago