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TARIFFE TERMINAZIONE MOBILE. CONTRASTI AGCOM-COMMISSIONE UE

Tra Roma e Bruxelles è ormai in corso un vero e proprio scontro in materia di tlc. Il commissario Ue alle Comunicazioni, Viviane Reding ha attaccato frontalmente l’Autorità per le Comunicazioni italiana, contestando le recenti decisioni in materia di tariffe di terminazione mobile: “sono molto delusa dalla strada presa dal regolatore italiano – ha affermato il commissario nel corso di un incontro con alcuni operatori tlc italiani -. L’Agcom sta cercando di ostacolare la riduzione delle tariffe di terminazione voluta dalla Commissione europea, fissando obiettivi meno ambiziosi per proteggere gli interessi degli operatori del settore della telefonia mobile, a danno della concorrenza in Europa, ma soprattutto a danno di tutti i consumatori italiani”.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha definito, una ventina di giorni fa, una proposta di delibera che definisce un percorso di discesa delle tariffe di terminazione della telefonia mobile che porterà, al 2009, tariffe per Tim e Vodafone a 7,7 centesimi di euro, per Wind a 8,7 e per H3g a 11 centesimi.
Il documento, come prevede la procedura standard, è stato inviato a Bruxelles per i pareri della direzione Comunicazioni e dell’Antitrust Ue. Peraltro la decisione assunta è il frutto di una consultazione pubblica su una proposta Agcom che ha preso il via già da luglio. Quindi le intenzioni dell’Autorità italiana erano note a Bruxelles, informalmente, già da prima dell’estate, e il documento finale ha tenuto conto di alcune osservazioni formulate dagli operatori del settore.
La posizione assunta dal commissario è quindi arrivata come un “fulmine a ciel sereno” a Roma, del tutto inattesa e sorprendendo per la sua irritualità. Ora l’Agcom aspetta la comunicazione ufficiale che avverrà tramite lettera, attesa entro una quindicina di giorni, di eventuali osservazioni della commissione alla delibera. Resta la sorpresa per l’atteggiamento della Reding visti anche gli ottimi rapporti instauratisi con l’Agcom, che sono stati particolarmente forti nel corso della presidenza italiana dell’Erg, l’associazione che riunisce tutte le Autorità di regolamentazione sulle tlc della Ue.
A difesa dell’Agcom è intervenuto il presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci. “Sono sorpreso dalle dichiarazioni della Reding, riguardo alle tariffe di terminazione mobile applicate nel nostro Paese – ha affermato il presidente della commissione -. Mi sembra che la manovra dell’Agcom risulti ragionevole ed equilibrata anche in considerazione dei livelli medi delle tariffe di terminazione mobile riscontrati in Europa. Sono fermamente convinto – ha aggiunto il parlamentare – che non si debba penalizzare una industria, quella appunto della telefonia mobile italiana, leader in Europa e nel mondo. Anzi, ritengo che bisogna tenere nella massima considerazione gli obiettivi di investimento, innovazione tecnologica, occupazione e crescita di questa industria, nell’interesse del sistema Paese”.
“Le regole del gioco vanno rispettate, soprattutto quando si parla di servizi pubblici e, in particolar modo, quando si interviene su un settore ad altissimo sviluppo e ad enorme valore aggiunto quali sono le telecomunicazioni” ha aggiunto Valducci. “Ci troviamo di fronte a un comportamento che sbalordisce. Per due motivi. Innanzi tutto perché non tiene conto del grave momento che sta attraversando la finanza internazionale, che mal sopporterebbe ulteriori “scossoni” destabilizzanti i mercati. E poi perché non si può continuare a ragionare di regole senza tener conto del rigoroso rispetto di principi di reciprocità dei mercati e dei Paesi. Questo vale certamente per le telecomunicazioni, ma anche per il gas, per l’energia elettrica, per i trasporti”.

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