«La Rai non può essere ancora trattata così, azienda pubblica e di servizio pubblico, fatta marcire dalla latitanza di gruppi politici (Pdl e Lega) che giocano altre partite, evidenziando ancora conflitti di interessi». Sono parole del segretario del sindacato dei giornalisti, Franco Siddi. «Nel tempo di nuove sfide – continua la nota – aperte e trasparenti che debbono riportare la Tv tra i cittadini, si consumano nuove battaglie di fazione che impediscono – dopo aver imposto di non riformare la governance dell’azienda di servizio pubblico – di rinnovare il Cda della Rai». «Ciò è tanto più grave perché, nel tempo dei segni di stanchezza e di problemi da difficoltà generali di mercato che colpiscono anche il polo privato Mediaset, non si preserva né rilancia il servizio pubblico ma lo si porta allo stremo. Restano centrali le questioni dell’autonomia e della responsabilità, non possono più attendere».
Dall’altra parte dell’oceano ci sono due testate prestigiose e di grande tradizione. Il New York…
Ecco Itabloid: una nuova voce parlerà a chi pretende un’informazione che sia “profonda, autorevole” e…
Una guida pratica per orientarsi tra codici editoriali, distribuzione e agevolazioni fiscali. Primo di tre…
Quattro milioni di euro di sanzioni e un mercato che non scompare: il paradosso del…
La pirateria ghermisce pure i libri. E no, non c’entrano le vicissitudini del Corsaro Nero,…
Il referendum fa litigare il ministro alla Famiglia Eugenia Roccella e il Cnog, “accusato” di…