”Il Parlamento Europeo ha scelto di non assumere indirizzi in tema di conflitti di interessi e di pluralismo dell’informazione, anche con riferimento all’Italia. Tuttavia il voto, che ha diviso a metà l’Assemblea di Strasburgo, e soprattutto il dibattito di due settimane fa, hanno dimostrato che esiste una questione rilevante per l’Europa unita – in cui il caso italiano è centrale – e che va affrontata in tempi e in condizioni ad essa appropriate”. Lo afferma il segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Franco Siddi, rilevando come la commissaria Ue delle libertà civili, Viviane Reding, ”sia in aula che in occasione successiva ha osservato quanto possa essere necessaria e utile una direttiva in tema di pluralismo, concentrazioni, conflitti d’interesse, tutela delle fonti, rilevando come questo indirizzo sarà possibile se maturerà in maniera adeguata la spinta sociale e parlamentare”.
L’informazione, sottolinea Siddi, ”non può essere sottoposta ad interferenze ed a pressioni improprie dei pubblici poteri. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano per parte sua, appena quattro giorni fa, ha affermato che ”anche in sedi Europee e non in riferimento ad un solo Paese” sono necessarie proposte di innovazione normativa in materia che tengono conto del cambiamento di sistema e dell’evoluzione sociale.
La Fnsi, che su questi punti ha orientato con rigore la propria iniziativa sia in sede italiana che in sede europea, continuerà nel proprio impegno sollecitando lo sviluppo di un reale confronto di merito. E questo – conclude Siddi – già a partire dal 5 novembre prossimo, ‘Giornata europea per la dignità del giornalismo e dell’informazione libera e plurale”’.
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