Con 232 voti favorevoli, 18 contrari e 30 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale (AS. 3305). Il provvedimento, che scade il 20 luglio, passa ora alla Camera per la seconda lettura.
Durante la trattazione di ieri, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Paolo Peluffo, ha evidenziato l’importanza del decreto-legge adottato per razionalizzare norme che producevano esse stesse comportamenti non virtuosi finalizzati all’acquisizione di risorse pubbliche sovradimensionate rispetto alle esigenze delle aziende. Il progressivo ridimensionamento degli stanziamenti fino all’assunzione del regime stabilito dal cosiddetto decreto Salva-Italia ha tenuto conto delle necessità di aziende che avevano già chiuso i loro bilanci nella presunzione di disporre delle risorse attese, ma nel contempo delinea chiaramente la strada verso il ridimensionamento di ogni aspettativa futura. Peluffo ha poi evidenziato la fortissima spinta verso la digitalizzazione contenuta nel provvedimento.
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