Editoria

Scontro per le Olimpiadi, è sciopero della firma a Raisport

Olimpiadi con sciopero (della firma): a Raisport è polemica. E il comitato di redazione, insieme al fiduciario di Milano, ha inviato una lettera per chiedere ai giornalisti di alzare la voce e di farla sentire. Sullo sfondo la solita polemica contro il direttore Paolo Petrecca. Che, nella serata d’inaugurazione dei Giochi invernali di Milano – Cortina 2026 è finito nel mirino della critica. A causa di alcune questioni, tra cui il fatto di non aver nominato il discusso rapper Ghali, presente sul palco a recitare una poesia di Gianni Rodari. Lo scontro interno tra i giornalisti Raisport, adesso, irrompe sulle Olimpiadi con lo sciopero della firma. Perché tale è la richiesta del comitato di redazione e del fiduciario. Nel momento di massima visibilità di una testata.

La nota è chiara. “Da 3 giorni siamo tutti in imbarazzo, nessuno escluso e non per colpa nostra. È tempo di far sentire la nostra voce perché siamo di fronte alla figura peggiore di sempre di RaiSport all’interno di uno degli eventi più attesi di sempre, l’Olimpiade invernale di Milano-Cortina”. Parole durissime. A cui segue l’annuncio dell’astensione dalla firma. “Da oggi alle ore 17 – proseguono i rappresentanti sindacali – e fino alla fine dei giochi ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache in attesa che l’azienda prenda finalmente coscienza del danno che il direttore di Raisport ha recato nell’ordine: ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento”. Ma non basta: “Al termine dei Giochi attueremo il mandato di 3 giorni di sciopero che la redazione ha votato dopo la doppia bocciatura del piano editoriale del direttore”.

Cdr e fiduciario assicurano che “questa non è una questione politica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma è una questione di rispetto e di dignità per il servizio pubblico”. Pertanto la decisione è presa: “Da oggi alle 17 – proseguono – abbiamo chiesto la lettura di un comunicato sindacale in tutti i tg Olimpici e nelle trasmissioni mattina Olimpica e notti Olimpiche”. Lo scontro è servito, lo sciopero della firma pure e le Olimpiadi diventano un banco di prova per la Rai che verrà.

Luca Esposito

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