Il premier Giuseppe Conte ha tentato di gettare acqua sul fuoco affermando davanti ai giornalisti della stampa estera, che i tagli che affliggeranno quella italiana non hanno natura punitiva. Ha tentato, il presidente del consiglio, di calmare le acque dopo le furibonde polemiche scaturite dall’attacco pesantissimo che il sottosegretario con delega all’Editoria, Vito Crimi, ha rivolto al mondo dell’informazione italiana domenica scorsa a Roma.
In tanti non hanno creduto alle parole di Conte. Tra di loro c’è anche l’ex presidente del Senato, parlamentare di lungo corso di Forza Italia, Renato Schifani. Che in una nota afferma: “Difficile capire come si possano eliminare risorse destinate a favorire il pluralismo dell’informazione e pretendere di affermare che non si voglia penalizzare il settore”.
E quindi aggiunge: “Registriamo inoltre, il perdurare della cattiva pratica che vede gli annunci precedere i contenuti: ancora una volta, infatti, stando alle parole di Conte, si è anticipata un’intenzione senza che ne siano state studiate le modalità attuative”.
Ma c’è di più: “Quanto al fatto che questo intervento sia estraneo alla tensione tra il Movimento 5 Stelle e gran parte del panorama mediatico, resta difficile da credere. Un dato deve essere chiaro: l’informazione completa e plurale è un elemento cardine della democrazia e come tale va tutelato”.
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