Alessandra Costante
A Salvini non è piaciuto il racconto del congresso, o meglio delle fasi che hanno portato al momento topico per la Lega, fatto dai giornalisti. Nel mirino son finiti quelli di Repubblica e Corriere della Sera. E l’occasione è buona per fare un po’ di populismo. Scrivono “cazzate”, i giornalisti e vanno tenuti lontani perché “inquinerebbero” i lavori del congresso. C’è un problemino. Anche Salvini è giornalista. È iscritto all’Ordine. E la Fnsi solleva un’obiezione al vicepremier. Partendo da una premessa. “Anche questa volta Salvini dimostra di non avere familiarità con i concetti di libertà, indipendenza e di informazione libera. A lui l’informazione piace evidentemente asservita, mentre i giornalisti italiani sono liberi, non servi come dice lui, e vogliono continuare ad essere liberi”. Dunque Costante invita il ministro a rivedere le sue iscrizioni: “Visto che Salvini detesta a tal punto i giornalisti e la stessa libertà di stampa, ci chiediamo per quale motivo continui a voler mantenere l’iscrizione ad un Ordine di servi. Ci aspettiamo un atto di coerenza da parte sua con la restituzione della tessera di un Ordine popolato da servi”.
Battute a parte, le parole di Salvini hanno giustamente sollevato un’ondata di indignazione. Tutti, ma proprio tutti, hanno risposto con bordate alle parole dure del vicepremier. L’associazione della Stampa Parlamentare, per esempio, gli ha ricordato che “giornalisti svolgono un essenziale servizio pubblico, peraltro sempre più nel mondo e in Italia messo in discussione” e ribadisce che “continuerà a tutelare il lavoro e i diritti dei colleghi, consapevole che il giornalismo rappresenta l’esercizio di un fondamentale diritto costituzionale”. Duro pure il commento di Stampa Romana: “L’attacco gravissimo e insistito di Matteo Salvini dal palco del congresso della Lega ai giornalisti di Corriere della Sera e Repubblica e a tutti i colleghi dimostra ancora una volta l’insofferenza del vicepresidente del Consiglio per l’informazione e le notizie che non gli piacciono. L’Associazione Stampa Romana – si legge in una nota del sindacato regionale – esprime la sua solidarietà ai cronisti insultati ed esclusi dalla sala in cui si è svolto il congresso per una decisione rivendicata dallo stesso Salvini. Una scelta che si commenta da sola”.
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