Il ministro della Giustizia Paola Severino ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la domanda di grazia presentata in favore di Alessandro Sallusti da Ignazio La Russa, avvocato del direttore (insieme a Valentina Ramella) per il processo sulla tentata evasione. L’attività istruttoria è stata avviata, dunque. La richiesta di grazia non è partita dal direttore Alessandro Sallusti, ma tutto è stato avviato dall’iniziativa di La Russa, unita alla raccolta firme di Libero e a quella di un terzo del Parlamento. Ieri mattina, al Quirinale, il deputato del Pdl, Luca D’Alessandro, ha infatti consegnato le firme di 329 parlamentari. Tra i firmatari il primo è il segretario del Pdl Angelino Alfano. “Non ho chiesto nulla, se il Presidente valuta la grazia è un segnale importante per tutti”, ha scritto Sallusti su twitter.
Il ministro Guardasigilli – si legge in una nota del ministero – “ha immediatamente disposto la necessaria attività istruttoria, nell’ambito della quale dovranno essere acquisiti i pareri della Procura generale di Milano e del magistrato di Sorveglianza”. Quando verrà ultimata l’istruttoria, il ministro Severino “invierà al Presidente della Repubblica il fascicolo per le determinazioni di sua esclusiva competenza ai sensi dell’art. 87 della Costituzione per l’esercizio del potere di clemenza, così come precisato dalla sentenza 200/2006 della Corte Costituzionale”.
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