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ROTTA TRATTATIVA TRA CDR ‘LIBERAZIONE’ E SOCIETÀ EDITRICE

Si è rotta la trattativa fra il comitato di redazione di Liberazione, assistito dalla Fnsi e dalla Asr, e la Mrc, società editrice del quotidiano del partito della Rifondazione Comunista. L’azienda – riferisce in una nota il sindacato dei giornalisti – ha «violato le più elementari regole di un civile confronto fra le parti, presentandosi al tavolo con una posizione precostituita, intransigente e inaccettabile: chiusura dell’edizione cartacea dal 1° gennaio, cassa integrazione a zero ore per tutti i lavoratori (giornalisti e poligrafici), passaggio all’online ma senza un progetto definito e con un numero insufficiente di addetti». «Non bastassero i guasti causati dagli ultimi governi – afferma il segretario dell’Associazione stampa Romana, Paolo Butturini – ci si mette anche la miope arroganza e l’insipienza aziendale di chi, da funzionario di partito, prova a inventarsi editore senza averne nè la stoffa nè le capacità».
«Il sindacato – prosegue – ha ragionevolmente argomentato la sua opposizione alla sospensione delle pubblicazioni (danno di immagine, disaffezione dei lettori, insufficienza progettuale ecc), provando anche ad articolare una controproposta che tenesse conto della drammatica situazione economica in cui versa tutto il comparto delle testate finanziate pubblicamente. Ma si è trovato di fronte a un muro di dinieghi la cui unica spiegazione è l’inaccettabile idea padronale di disporre a proprio piacimento della forza lavoro, selezionandola in base a imprecisati criteri di affidabilità. Siamo al cospetto di un atteggiamento che svilisce le professionalità e umilia le persone, prima ancora che e al cortocircuito fra improvvisazione e pochezza di idee».
«Liberazione e il Partito della Rifondazione Comunista, giova ricordarlo, hanno goduto per anni di ampi finanziamenti pubblici – afferma ancora Asr – ai quali, nell’ultimo biennio, si è aggiunto un largo ricorso agli ammortizzatori sociali, sempre a carico dell’erario. Un fatto che avrebbe dovuto suggerire ai dirigenti della Mrc, anche per la loro collocazione politica, più attenzione ai diritti dei lavoratori e più senso di responsabilità». L’Asr «è stata e sarà a fianco della redazione di Liberazione, qualsiasi saranno le decisioni che l’assemblea intende adottare». E denuncia «l’atteggiamento strumentale della Mrc che, approfittando dell’oggettivo momento di difficoltà generale, consuma una vendetta postuma sui giornalisti che hanno sempre difeso ragionevolmente le loro prerogative basandosi sulle leggi e sul contratto».

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