«Quello che occorre è una forte consapevolezza della classe politica sul tema Internet. Negli ultimi 15 anni il web ha creato settecento mila posti di lavoro, giocare con gli investimenti sulla banda larga, come è stato fatto, dicendo che ci saranno investimenti di 800 milioni che poi scompaiono è un modo pessimo per affrontare queste questioni»: lo ha detto Stefano Rodotà, giurista ed ex Garante della Privacy all’iniziativa ‘Happy Birthday Web’ in corso a Roma, a cui partecipa anche Tim Berners-Lee, il padre del web. «In Francia esiste un viceministro per l’economia digitale. Io mi accontenterei di molto meno», ha poi aggiunto Rodotà nel giorno in cui sta prendendo forma un nuovo governo. «Il web può essere considerato un bene comune globale per due motivi», ha spiegato Rodotà sottolineando che non solo vuol dire dare ai cittadini la possibilità “tecnologica” di accedere alla rete a costi contenuti. «Il web a disposizione di tutti vuol dire che tutto ciò che c’é nel web, cioè un bagaglio di conoscenza enorme e senza precedenti, può essere utilizzato da tutti a livello personale e collettivo. L’accesso libero al web – ha concluso Rodotà – favorisce concretamente la partecipazione politica dei cittadini». (Ansa)
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