Il sistema che permette alle imprese editoriali di accedere ai contributi pubblici necessita di una bonifica, bisogna disboscarlo dalle finte cooperative o dalle testate nate solo per raccogliere i soldi pubblici. È tutto il comparto, dell’editoria non-profit, di idee, cooperative e politica, a chiederlo a gran voce. Solo in questo modo sarà possibile non dare più adito al politico di turno di chiedere l’abolizione dei contributi sulla scia dell’ennesimo scandalo o all’opinione pubblica – disinformata – di chiedere il taglio di “spese inutili”. Paradossalmente è proprio il legislatore che tarda ad avviare una seria riforma del settore. Per questo motivo un gruppo trasversale di parlamentari tra cui il senatore del Pd Vincenzo Vita ha già annunciato un emendamento per la prossima Manovra “ordinaria” di ottobre, che anticipi la Riforma dell’editoria, più e più volte annunciata dal sottosegretario Paolo Bonaiuti. La proposta vorrebbe legare il finanziamento a criteri di selezione che favorire le aziende vere, con dipendenti regolarmente assunti e con un prodotto presente in edicola.
Per milioni di utenti iPhone è diventato uno dei messaggi più riconoscibili legati alla privacy.…
L’avvocato di Sigfrido Ranucci mette le mani avanti: se la Rai lo caccia, ogni decisione…
A Milena Gabanelli, che Report l’ha sostanzialmente fondato e portato al successo di pubblico di…
C’è una differenza sostanziale tra cercare di indovinare se un testo è stato scritto dall’intelligenza…
Pure la Fnsi si schiera sul caso Ranucci. Sì alla solidarietà, no alle strumentazioni politiche.…
Si muove anche il comitato di redazione del Tg3 sul caso Ranucci. E i giornalisti…