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RIFORMA CONTRIBUTI EDITORIA. IL PUNTO SUI DISEGNI DI LEGGE IN PARLAMENTO

La conversione del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici (AS. 3305) ha concluso l’esame in Commissione Senato e inizierà l’esame in Aula martedì 26 giugno alle ore 16.30. La Commissione Affari Costituzionali ha approvato le seguenti modifiche al testo:
• quattro modifiche all’articolo 1 (Nuovi requisiti di accesso ai contributi all’editoria), la prima volta a stabilire che il rapporto tra copie vendute e copie distribuite sia fissato al 25 per cento, invece che al 30 per cento; la seconda volta a definire come testata nazionale quella distribuita in almeno tre regioni e non più in cinque; la terza volta a stabilire che le cooperative editrici devono comunque essere in possesso del requisito della mutualità prevalente per l’esercizio di riferimento dei contributi; la quarta volta a permettere alle cooperative che operano nel settore dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero di accedere a finanziamenti, erogazioni o sovvenzioni, dirette o indirette;
• due modifiche all’articolo 3 (Editoria digitale), la prima volta a semplificare il meccanismo di registrazione delle testate telematiche; la seconda volta ad escludere la pubblicità online e sulle diverse piattaforme anche in forma diretta incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione, dal calcolo dei ricavi complessivi del sistema integrato delle comunicazioni.
• un articolo aggiuntivo dopo il 3, recante misure di deligificazione per i periodici web di piccole dimensioni;
• una modifica all’articolo 4 (Modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica), volta a rendere conforme alla vigente disciplina contabile copertura dell’onere del credito di imposta, di cui al comma 1, prevedendo espressamente la riduzione dell’autorizzazione di spesa cui si riferiscono i risparmi attesi;
• un articolo aggiuntivo dopo il 5, volto a semplificare il quadro normativo relativo alle tariffe postali per la spedizione di prodotti editoriali e di promuovere lo sviluppo dell’editoria non profit, alle spedizioni postali di stampe promozionali e propagandistiche, anche finalizzate alla raccolta di fondi, spedite in abbonamento postale, effettuate dalle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro.
Contemporaneamente la Camera sarà, invece, impegnata nell’esame del disegno di legge delega al Governo in materia di sviluppo del mercato editoriale e di ridefinizione delle forme di sostegno (AC. 5270 Governo) che il 18 giugno è stato assegnato, in sede referente, alla Commissione Cultura.
Mentre il decreto legge
introduce nuove regole per l’accesso ai contributi a partire dall’esercizio 2013, con la legge delega si stabilisce un nuovo sistema di sostegno all’editoria, a partire dal 2014, tenendo conto della strutturale trasformazione che tale settore sta attraversando con il diffondersi dell’editoria digitale.

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