Editoria

Reuters Italia, il licenziamento della discordia: sciopero e proteste

C’è maretta a Reuters Italia. L’azienda ha deciso di licenziare un giornalista, i colleghi proclamano lo sciopero per protestare contro una decisione che secondo i lavoratori sarebbe ingiusta. Accanto ai giornalisti dell’agenzia di stampa internazionale si sono schierate la Fnsi e Associazione Stampa Romana e l’associazione lombarda dei giornalisti. La versione dei redattori è stata affidata a una nota in cui la scelta della dirigenza viene bollata come “una decisione inaccettabile” e denuncia “quello che appare come un comportamento palesemente discriminatorio”. Oltre allo sciopero già andato in scena nella giornata di lunedì 21 settembre, i giornalisti hanno affidato al comitato di redazione un pacchetto di tre giorni di sciopero, riservandosi così “di assumere ulteriori iniziative di protesta”.

A sostegno dei colleghi di Reuters Italia, i giornalisti del Coordinamento dei Cdr delle agenzie di stampa. Che in una nota si è detto “solidale con i colleghi di Reuters Italia, in sciopero per protestare contro la decisione dell’azienda di avviare la procedura di licenziamento di una collega della redazione di Roma per presunto “giustificato motivo oggettivo”, a seguito della soppressione della sua posizione nell’ambito del progetto organizzativo “One Newsroom”.

Il Coordinamento ha annunciato attenzione e solidarietà: “Ci uniamo alla protesta dell’assemblea dei redattori di Reuters che ritiene tale decisione inaccettabile e denuncia quello che appare come “un comportamento palesemente discriminatorio.  Sosteniamo – è la conclusione del coordinamento  – la richiesta dei colleghi che chiedono all’azienda di ritornare sui suoi passi, cancellando la procedura di licenziamento”. La segreteria di Stampa Romana ha chiesto a Reuters di non procedere al licenziamento perché sarebbe atto “discriminatorio” e ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto ricordando all’azienda i suoi doveri di corretta interlocuzione sindacale. Sulla stessa falsariga l’intervento di Alg in cui l’associazione si dice “pronta a sostenere qualunque azione la redazione voglia intraprendere e considera la decisione di licenziare un inaccettabile inasprimento delle corrette relazioni sindacali ad opera dell’azienda”.

Luca Esposito

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