L’introduzione, nel testo della Finanziaria, di una norma che lega l’erogazione dei contributi all’editoria “all’effettivo stanziamento di bilancio” e che prevede la ripartizione dell’ammontare del fondo ai vari soggetti “fino ad esaurimento” ha riaperto la questione della necessità di una riforma strutturale del comparto editoria e, in particolare, delle modalità di erogazione dei contributi pubblici.
A tal proposito, circa un anno fa, il sottosegretario a Palazzo Chigi con delega sull’editoria, Paolo Bonaiuti aveva fatto riferimento a nuovi criteri per l’assegnazione dei finanziamenti, impegnandosi, contemporaneamente, a non ritoccare, prima del 2011, la legge in vigore.
Se, dunque, sulla questione dei tagli all’editoria contenuti nella Finanziaria “si troverà una soluzione”, come ha promesso Tremonti, nel corso della conversazione telefonica con Gianfranco Fini, ci chiediamo che fine ha fatto lo schema di regolamento recante semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre scorso.
Il provvedimento in questione, prima di essere assegnato alle Commissioni parlamentari competenti, deve acquisire il parere del Consiglio di Stato e, proprio recentemente, quest’ultimo ha chiesto ulteriori informazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per poter esaminare meglio il testo, il quale potrebbe, dunque, essere suscettibile di ulteriori modifiche.
Sarebbero quattro le linee fondamentali della normativa:
1-la netta semplificazione delle procedure e delle vie d’accesso ai contributi diretti e al credito agevolato;
2-l’introduzione del criterio della vendita, al posto della diffusione, come modalità di calcolo per l’erogazione dei contributi diretti;
3-la trasformazione delle cooperative in cooperative editoriali;
4-il sostegno all’occupazione giornalistica, con meccanismi che favoriscono le azienda che creano posti di lavoro o formazione per i giornalisti.
Lo schema di regolamento sarà operativo dal 1° gennaio 2011. Le nuove norme, infatti, entreranno in vigore “a decorrere dai contributi e dalle provvidenze riferite all’anno successivo” a quello della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dunque quelli del 2010,che come da prassi verranno erogati nel 2011.
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