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Editoria, le industrie creative nel Lazio tra informazione e tecnologia

Alberto Nagel, ad di Mediobanca, ipotizza una Rcs guidata con un editore. Ma se ne parla dopo l’aumento.  Intanto in Borsa Rotelli ha venduto in due giorni 4,3 milioni di diritti di opzione. Boom di volumi sui diritti che crollano a 0,1 euro. In tre giorni trattati 37 milioni di pezzi. Ma nessuno, a parte Rotelli, li sta cedendo. La Consob vigila.

Ma procediamo con ordine.

Anche Mediobanca sta pensando ad una nuova Rcs senza patto di sindacato e con una governance più “trasparente” e snella (come vuole Diego Della Valle). Ma solo dopo l’aumento di capitale. «Quando sarà stabilizzata la situazione finanziaria si potrà lavorare al superamento del patto di sindacato», ha precisato Nagel. Ricordiamo che l’accordo parasociale vincola il 58% del capitale sociale. E anche dopo la ricapitalizzazione avrà comunque la maggioranza con almeno il 51%. E la “triade pattista” Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Fiat totalizzerà il 33,7%.

«Rcs ha bisogno di chi si faccia carico delle linee strategiche ed editoriali. E questo non può farlo una banca. Ma serve un editore», ha avvisato Nagel. Ecco che ritorna l’ipotesi di Tarak Ben Ammar, consigliere di Mediobanca. Il finanziere franco-tunisino, già qualche mese fa, aveva pensato ad un «editore puro di riferimento, magari supportato da un partner finanziario».

Visto che Mediobanca, così come Fiat e Intesa Sanpaolo, non vuole ritrattare il piano, è presumibile che Della Valle non decida di ricapitalizzare. Dovrà «fare altri ragionamenti», come ha dichiarato lui stesso.

Intanto in Borsa si è verificato un aumento del mercato dei diritti di opzione. Giuseppe Rotelli, tramite la sua finanziaria Pandette, in due giorni ne ha venduti 4,3 milioni su un totale di 18 milioni (14,3 tramite Pandette e 3,8 legati all’opzione di acquisto con il Banco Popolare). Quindi l’imprenditore della sanità milanese ha già “valorizzato” il 32% del suo portafoglio di diritti. E ha tempo fino al 28 giugno (dato ultima di negoziazione degli stessi diritti) per piazzarli tutti.

Ma comunque non si spiega la ascesa delle contrattazioni dei diritti di opzione a Piazza Affari. Negli ultimi tre giorni sono stati trattati 37 milioni di pezzi (7,7 milioni solo ieri). E il loro valore sta tendendo verso lo “0”. Ieri hanno perso un ulteriore 10%, a 0,1 euro.

La Consob ha chiesto esplicitamente a tutti gli azionisti una massima chiarezza e trasparenza sulle operazioni effettuate. Ma, come scrive il Sole 24 Ore, «va chiarito chi ha alimentato i volumi trattati». Soprattutto se si considera che «nessun altro, oltre a Rotelli, ha iniziato a cederli».

 

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