«Tremonti ha ritenuto di dover fare cassa vendendo, guarda caso, agli operatori telefonici queste nove frequenze da sempre utilizzate dalle emittenti locali». E’ l’accusa formulata ai microfoni di ‘Radio vaticana’ da Luigi Bardelli, presidente di Aeranti-Corallo, il Consorzio delle radio e tv libere locali. «Con la legge di Stabilità 2011 – sottolinea l’emittente pontificia – il Parlamento italiano ha deciso di tagliare frequenze televisive da anni in uso alle tv comunitarie locali, cattoliche e non, per destinarle allo sviluppo della telefonia mobile». Una decisione che ha già suscitato le proteste di molte emittenti locali e, nel mondo cattolico, del quotidiano dei vescovi ‘Avvenire’. «Per noi, soprattutto per noi cattolici, c’è una verità», afferma Bardelli: «Se invece della strada che ha preso il sistema televisivo italiano, ci fosse stata davvero la costituzione del terzo polo, inteso come il mondo delle emittenti locali valorizzate, l’incidenza sul costume italiano sarebbe stata diversa da quella che ci hanno fatto vedere i pomeriggi di Mediaset e purtroppo anche di Rai. In provincia c’è la vita vera: gente che soffre, che lavora, che gioisce, che patisce per i propri figli, per i propri disabili… c’è un’altra vita! La nostra vita quotidiana è questo mondo e, se questo mondo fosse venuto alla ribalta, l’Italia sarebbe più vera di quella fiction nella quale si sta trasformando oggi». (TMNews)
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