Editoria

Radio Radicale, Maurizio Bolognetti sospende lo sciopero della fame

Maurizio Bolognetti sospende lo sciopero della fame. Il giornalista da più di due mesi aveva iniziato un percorso di determinata disobbedienza civile e di protesta contro la decisione del governo gialloverde di non rinnovare la convenzione a Radio Radicale, decretandone così la fine.

Bolognetti ha annunciato di aver sospeso (e non terminato definitivamente) la sua azione, che durava ormai da quasi ottanta giorni, in un lungo post sulle sue piattaforme social. In cui, ispirandosi alla lunga marcia di Mao Tse Tung, spiega le sue ragioni e i motivi che lo hanno indotto a prendere questa decisione.

“E’ stata una lunga marcia e credo che questa straordinaria mobilitazione alla fine eviterà l’interruzione di pubblico servizio e Radio Radicale potrà continuare a nutrire la democrazia malata di questo Paese, attraverso il suo flusso ininterrotto di conoscenza.  E’ stata una lunga marcia e abbiamo dato corpo a una inestinguibile fame di democrazia, giustizia, verità, libertà e diritti umani”.

E ha aggiunto ancora: “E’ stata una lunga marcia, nel corso della quale abbiamo provato a dar forza ai nostri interlocutori, trasferendo loro le nostre energie migliori. Perché l’ho fatto, perché lo facciamo? Perchè crediamo nella forza della nonviolenza, perché pensiamo che “Parigi non vale una messa” e che i mezzi prefigurino i fini. Lo facciamo per con-vincere che sta per vincere con. E se alla fine, come mi auguro accada, le nostre ragioni saranno ascoltate e accolte, avremo vinto tutti”.

E Bolognetti aggiunge prima di una lunghissima lista di ringraziamenti: “Da attivatori di democrazia quali siamo continueremo a batterci in difesa di beni immateriali che hanno un riflesso fin troppo reale sulla vita dei singoli e delle comunità. Le parole non sono solo parole e, per quanto mi riguarda, tra il lasciar perdere e il non mollare continuerò a tenermi stretto il non mollare”.

Ivan Zambardino

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