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PROCESSO MONDADORI/LE RAGIONI DELL’ESPOSTO FININVEST

L’esposto presentato da Marina Berlusconi, presidente del Gruppo Mondadori e di Fininvest, è stato riconosciuto formalmente valido dal Ministero della Giustizia. Nel 2009, al termine di una causa ventennale, la Fininvest era stata condannata al pagamento di 749 milioni alla Cir a titolo di risarcimento per lo scippo del controllo del Gruppo Mondadori. Il 9 Luglio scorso, la Corte d’Appello Civile, presieduta da Luigi De Ruggiero, ha ridotto il risarcimento a 560 milioni. Proprio le motivazioni espresse nella sentenza costituiscono oggetto dell’esposto. Fininvest ritiene infatti che il provvedimento dei giudici milanesi sia condizionato da “sconcertanti omissioni”. Nell’esposto, l’azienda sosteneva che la Corte d’Appello avesse attribuito alla Corte di Cassazione una tesi non ricavabile dal testo usando come espediente un precedente giurisprudenziale inesistente e attribuendolo erroneamente alla Suprema Corte. Nel processo d’appello, Fininvest aveva avanzato tra le questioni pregiudiziali il fatto che la vicenda del Lodo Mondadori era già stata risolta con sentenza passata in giudicato nel 1991 e che quest’ultima non era stata rimossa dopo l’incriminazione per corruzione di uno dei tre giudici, Vittorio Metta. Cir infatti non ha presentato richieste di revocazione della sentenza «corrotta».
Il gruppo Fininvest si focalizza sulla suddetta omissione, richiamandosi ad una decisione della Cassazione del 2007, nell’ambito del processo Imi-Sir, in cui si sottolinea che «la presenza di un componente dell’organo giurisdizionale priva del requisito di imparzialità infirma la validità dell’intero iter decisionale per sua natura dialettico e sinergico». Non facendo riferimento nell’esposto né alla decisione di luglio né ai motivi del ricorso in appello, Fininvest si augura che venga consentita ad un giudice civile la rivalutazione del merito della sentenza. Ora il Ministero della Giustizia dovrà decidere se chiedere o meno una relazione al presidente della Corte d’Appello di Milano. Intanto il capo degli ispettori Arcibaldo Miller (indagato dal Csm per un possibile coinvolgimento nell’inchiesta P3) ha chiesto alla suddetta Corte copia della sentenza sul Lodo Mondadori con annessi i motivi del ricorso operato da Fininvest.
Prevedibile il disaccordo tra le parti in causa. Carlo De Benedetti, presidente onorario Cir, ribadisce di ritenere «infondato e ingiustificabile» l’esposto Fininvest. Non si è fatta attendere la replica di Marina Berlusconi, la quale reputa che «l’ingegnere De Benedetti dovrebbe evitare di lanciarsi in valutazioni sul nostro esposto che non gli competono in alcun modo e che appaiono totalmente gratuite».
Giuseppe Liucci

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