«C’è una grave perplessità rispetto alle nuove regole sulla privacy di Google, soprattutto in riferimento alla normativa europea. L’informativa fornita agli utenti è apparentemente esaustiva ma in realtà troppo generica ed elusiva», ha osservato Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante per la privacy. Non solo «la spiegazione dell’upgrade nella fornitura dei servizi è troppo generica», ma Google «si riserva anche l’ipotesi di trasferire dati a soggetti terzi, anche se a titolo gratuito. Si potrebbe dire che questa informativa – ha ribadito Pizzetti – appare esaustiva ed è invece elusiva sia rispetto alle finalità nell’uso dei dati, sia rispetto ai limiti conseguenti alla rinuncia alla sottoscrizione».
Dal primo marzo, qualora si possieda un account e si sia loggati nei diversi servizi di Google, è previsto che i risultati delle ricerche diventino più personalizzati visto che i motori di ricerca sono destinati a utilizzare i dati immagazzinati su YouTube, Google+ e Gmail. Possibile, a esempio, aggiungere un appuntamento al calendario Google quando in Gmail si riceve un messaggio che annuncia una riunione. Oppure condividere indicazioni stradali con una delle proprie cerchie di Google+ senza abbandonare Maps. «Noi proseguiremo nell’attività di monitoraggio e se ravviseremo delle illiceità decideremo quali provvedimenti adottare», ha sottolineato il garante della privacy italiano, ricordando che il gruppo di lavoro Articolo 29, che riunisce i garanti Ue e «consiglia» la Commissione europea, ha inviato una lettera a Google. Il colosso del web è stato informato che la Cnil, l’Authority francese per la protezione dati, è stata incaricata di valutare la riforma e di chiedere a Mountain View «una pausa» per l’avvio del nuovo sistema, dando tempo per farne una valutazione completa. Invito che Google ha declinato, ma che nella giornata di martedì 28 febbraio è stato rilanciato da Bruxelles. «La prossima riunione dei garanti europei sarà il 22 marzo – ha spiegato Pizzetti – sicuramente ascolteremo un primo report francese e se quelli che oggi sono dei dubbi o delle riflessioni si trasformassero in convinzioni decideremo quali provvedimenti adottare. Questi potrebbero ricadere su Google».
Luana Lo Masto
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