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Privacy: Barack Obama contro l’UE che tenta di limitare lo strapotere delle web company americane

In un’intervista focalizzata sul tema della cyber security, il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è riuscito, ancora una volta, a spiazzare un po’ tutti, con le sue dichiarazioni rilasciate al sito on line Recode.net  nelle quali ha espresso forte dissenso per le recenti posizioni assunte dall’UE in materia di data protection.
Dopo essersi “inimicato” molti colossi dell’ hi-tech schierandosi nettamente a favore della net neutrality, l’uomo più potente della Terra, forse anche nel tentativo di riguadagnare il terreno perduto in termini di consensi,  ha aspramente criticato l’atteggiamento dei paesi membri UE condannando il pressing asfissiante nei confronti di alcune web company come Google e Facebook, proprio sul tema della privacy.
Secondo Obama, infatti, troppo spesso l’Europa cerca di mettere i bastoni tra le ruote agli ip americani, intervenendo in maniera eccessivamente drastica e minacciando provvedimenti e sanzioni più per fini commerciali, che per tutelare i dati personali degli utenti.
Il riferimento è esplicitamente rivolto alla Germania i cui server provider non sono certamente in grado di competere con quelli americani, ma tentano di arginare il potere dei colossi d’ OltreOceano, limitandone l’attività ed imponendo tasse spropositate solo per un “senso di rivalsa”,  con tanto di benedizione da parte degli altri Stati europei.
Le dichiarazioni del Presidente arrivano  con un tempismo perfetto, proprio nello stesso giorno in cui il Washington Post rivela le mire espansionistiche di Big G che annuncia di voler rafforzare la sua posizione nel settore tlc aprendosi al mercato mobile, utilizzando la rete internet a banda larga con infrastruttura in fibra ottica già presente in diverse città degli States, ma soprattutto sfruttando, attraverso servizi gratuiti come GMail e Youtube, l’immenso patrimonio di dati ed informazioni personali dei suoi follower.

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