«Presidente Monti, lasciar morire testate ‘eroiche’ sarebbe un costo insopportabile per il nostro Paese e una ferita grave per la democrazia». Il referente nazionale per la comunicazione di tutti i presidenti dei Consigli regionali, il pugliese Onofrio Introna, ha indirizzato una nota alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, associandosi all’appello della Federazione della Stampa a sostegno dei quotidiani editi da cooperative giornalistiche. Il presidente dell’Assemblea pugliese aveva già espresso, a dicembre, le preoccupazioni per il ritardo, da parte del Governo nazionale, nell’erogazione dei contributi 2011 del Fondo per l’editoria. «Ritardi e difficoltà nella corresponsione della provvista finanziaria – osserva Introna – aggiungono incertezze ad un quadro occupazionale già precario e minacciano di mettere da qui a poco sul lastrico migliaia di giornalisti e operatori, che finora hanno svolto la loro attività con grande professionalità, anche a costo di pesanti sacrifici e privazioni, pur di consentire ai rispettivi quotidiani di sopravvivere».
Le risorse pubbliche, a parere di Introna, sono essenziali per garantire il futuro di un centinaio di voci locali, che da anni (spesso, decine d’anni) rappresentano un «presidio irrinunciabile di democrazia e di pluralismo dell’informazione» e sulle quali, «in questo stentato avvio del 2012, grava lo spettro della chiusura, che significa disoccupazione per circa 4mila tra giornalisti, amministrativi e poligrafici e angoscia per le loro famiglie».
A nome delle Assemblee delle Regioni e del Consiglio regionale pugliese, Introna condivide anche l’invito rivolto da FNSI e Associazioni al Governo nazionale ad indirizzare il sostegno pubblico, «in maniera trasparente e coerente, a giornali veri fatti da giornalisti veri». La richiesta del referente dei Consigli regionali sollecita, peraltro, un intervento del presidente Monti, «risolutivo per il presente» e che possa rappresentare «un segnale di speranza per il futuro, a beneficio di chi opera con onestà professionale ed anche dei cittadini e del loro diritto ad un’informazione puntuale e plurale».
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